L'inchiesta di Terracina, la comandante scrupolosa e l'ira dei giostrai

L'inchiesta di Terracina, la comandante scrupolosa e l'ira dei giostrai
di Mirko Macaro
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Lunedì 17 Gennaio 2022, 05:04 - Ultimo aggiornamento: 11:23

Tra le figure che si stagliano dall'inchiesta - divisa in vari filoni - che venerdì ha portato guardia costiera e carabinieri a porre agli arresti domiciliari l'imprenditore Emiliano Suffer e l'ormai ex vicensindaco di Terracina e assessore all'Urbanistica Pierpaolo Marcuzzi, c'è quella di una donna. Una lei che però, a differenza di altri soggetti coinvolti, emerge per meriti: è così integerrima da essere maldigerita, scatenando le ire sia della famiglia di giostrai che di qualche componente dell'amministrazione comunale. Si tratta dell'allora comandante dell'ufficio circondariale marittimo Emilia Denaro, tenente di vascello che nell'ottobre 2021 ha lasciato l'incarico per approdare al VI reparto del Comando generale.

Nel luglio 2020 le attività coordinate da Denaro portano al sequestro del luna park dei Suffer, montato al solito su una vasta area demaniale in prossimità del porto, ma almeno nell'occasione senza le necessarie autorizzazioni. Circostanza alla base dei sigilli e che fa inviperire non poco Emiliano Suffer e congiunti. Da quanto riportato nell'ordinanza di custodia cautelare, il 47enne arrestato prova a lasciarsi alle spalle il problema tentando di offrire alla comandante 34 biglietti gratis per le giostre, accompagnati dalle seguenti parole: «Come hanno sempre fatto i tuoi predecessori, parere favorevole e basta senza chiedere null'altro». Niente da fare. Tanto da alzare il tiro: «Sistemate questa pratica perché sono guai per voi, voi avrete guai con me ve lo dico io il peggio è per voi perché noi peggio di così non andiamo, la colpa è la tua e della pu... della comandante», avrebbe poi detto lo stesso Suffer a un ufficiale della capitaneria, aggiungendo di avere il porto d'armi. A fare il paio con l'insofferenza dimostrata dai giostrai, quella che traspare dalle parole di Gianni Percoco, all'epoca assessore al Demanio. Il medesimo amministratore chiamato a rapporto da Suffer nel corso di una concitata telefonata intercettata, indicandolo come «l'assessore nostro».

Una chiamata in cui il giostraio minacciava a Percoco di defenestrare tutti coloro che, a suo dire, erano d'intralcio all'apertura del luna park. Ed ecco le frasi di Percoco - comunque non indagato - sulla comandante, proferite nel corso di una telefonata con il sindaco Roberta Tintari: «Che ha combinato, quella ha scaricato tutto a noi», dice l'assessore qualche giorno prima del sequestro. Sottolinea il gip: «Secondo l'assessore la comandante non avrebbe dovuto rilevare l'occupazione illegittima». Ed invece Emilia Denaro ha tirato dritto.

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