L'EPISODIO
C'è un episodio venuto alla luce con l'inchiesta Scarface e ricostruito

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Mercoledì 27 Ottobre 2021, 05:03

L'EPISODIO
C'è un episodio venuto alla luce con l'inchiesta Scarface e ricostruito nel dettaglio nelle lunghe pagine dell'ordinanza del gip, che rischia di far saltare gli equilibri e i taciti accordi fra i due clan rom, Di Silvio e Ciarelli. Il 23 ottobre del 2019 Emilio Pietrobono, considerato vicino ai Di Silvio, viene sequestrato da Marco Ciarelli e da Manuel Agresti.
LE MINACCE
L'uomo si trova in auto insieme alla convivente, viene fermato e minacciato con le armi, costretto a scendere dalla sua vettura e a salire sulla loro auto fino alla sede della banca Bper per bloccare un assegno da 12.500 emesso nei confronti di Fabio Di Stefano, genero di Giuseppe Romolo. E' un'azione per recuperare un credito per conto di Simone Di Marcantonio, che genera però una pronta reazione della famiglia Di Silvio. La vittima del sequestro riesce in quell'occasione a fare una telefonata e a far intervenire la famiglia Di Stefano al completo per concordare un incontro con Marco Ciarelli e farlo liberare. Tra le due fazioni si è ormai aperto un contenzioso e si intavola una trattativa, che viene mediata a distanza anche dal boss Luigi Ciarelli e che alla fine si risolve appunto con la liberazione dell'ostaggio. Ma le fasi antecedenti, captate dagli investigatori, denotano un clima teso in cui la famiglia siciliana imparentata con il clan rom si prepara anche a un possibile scontro a fuoco e all'incontro arriva preparata e munita di armi. Io l'mazzase subito dice Fabio, ma il padre lo riporta alla ragione spiegandogli che quando si vuole uccidere una persona è fondamentale non attirare la sua attenzione: tu quando vuoi ammazzare qualcuno, non glielo devi far capire.
L'ALLARME
L'accaduto mette in allarme anche il figlio di Romolo, Antonio, desideroso di entrare a far parte della contesa per affrontare il suocero Luigi Ciarelli (Antonio detto Patatino è infatti il marito di Giulia Ciarelli). Nella questione legata a Pietrobono si concentrano comuni interessi delle famiglie e il capo clan Romolo, dal carcere, è pronto a difendere il figlio prefigurando anche la possibilità di uccidere qualunque appartenente ai Ciarelli che avesse ostacolato i suoi affari: che me ne frega che è il compare tuo, tu mi metti i bastoni fra le gambe a me, io ti prendo e ti uccido. Con ogni mezzo e a qualunque costo il capo intende tutelare non solo i profitti ma anche il prestigio della famiglia. Così il sequestro e la definizione della contesa tiene banco ancora nelle conversazioni tra i vari componenti: Li abbiamo addobbati proprio dice Ferdinando riferendosi agli altri rom. Lo scontro è stato scongiurato ma i fatti dimostrano quanto siano delicati gli equilibri criminali sul territorio.
La.Pe.
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