In fuga dalla guerra trovano casa a Latina. La famiglia ospitante: «Per noi è stato naturale»

Nicoletta Zuliani con Ana e Marena
di Rita Cammarone
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Giovedì 10 Marzo 2022, 09:03 - Ultimo aggiornamento: 09:15

 «Il popolo italiano, che ci era completamente estraneo, è diventato in un istante nostro salvatore. Durante il viaggio che mi ha condotto a Latina ho pianto, pensando di non poter trovare un alloggio, cibo caldo per le mie figlie. Tuttavia, grazie a Dio, le persone con un grande cuore ci hanno incontrato dal primo minuto».
Irina, ucraina di 43 anni, scappata dalla guerra insieme alle sue due figlie, Ana e Marena di 12 e 14 anni, esprime così attraverso i social - la sua gratitudine per l'ospitalità ricevuta, nella speranza di poter tornare a casa quanto prima, a rivedere il pacifico cielo ucraino. Irina e le sue figlie costituiscono il primo nucleo familiare che ha trovato ospitalità nel capoluogo pontino attraverso l'avviso pubblicato dal servizio Welfare del Comune per l'accoglienza ai profughi ucraini, con richiesta di disponibilità di posti letto.


A spalancare le porte della loro abitazione sono stati Nicoletta Zuliani, ex consigliera comunale di Latina, docente di lingua inglese all'istituto Manzoni, suo marito Claudio Camilletti, dipendente Inps, e i loro tre figli: «Ne abbiamo parlato in famiglia ha raccontato Zuliani - e ci siamo detti che stare un po' più stretti non era nulla a confronto dei disagi e al terrore provocati dalla guerra. Nessuno di noi ha avuto alcun dubbio nel sostenere l'accoglienza. Siamo una famiglia aperta, abituata all'ospitalità. In questo caso ci siamo sentiti in debito per l'emergenza umanitaria. Dovevamo assolutamente fare qualcosa». Irina e le sue figlie sono arrivate a Latina lunedì sera, accompagnate a destinazione dagli operatori del pronto intervento sociale e dei servizi sociali del Comune di Latina. In queste ore si sta provvedendo a fornire loro i tesserini Stp, necessari per l'assistenza sanitaria. Dopodiché si provvederà all'inserimento scolastico delle due ragazze. «Abbiamo pensato alla Don Milani per Ana, essendo la scuola media più vicina alla nostra abitazione ha riferito Zuliani e al liceo artistico per Marena, che è già una piccola grande artista».
La scelta di Latina non è stata un caso per le tre giovani donne in fuga dalla guerra. «Provengono dalla città di Ivano-Frankivs'k ha spiegato l'ex consigliera comunale dove l'aeroporto, a pochissimi metri dalla loro abitazione, è stato bombardato. Il marito di Irina, piccolo imprenditore, è rimasto in Ucraina a difendere la patria, loro hanno raggiunto la Polonia e preso un pullman che le ha condotte fino a Latina, perché qui la madre di Irina lavora come badante. Oggi (ieri, per chi legge) si sono riabbracciate. Un'emozione profonda anche per me». «In questi giorni ha raccontato la prof del Manzoni - sto vivendo una sequenza di strane coincidenze. Abbiamo ospitato Irina e le sue figlie in una stanza in cui c'è il pianoforte e così ho scoperto che Ana studia pianoforte da sei anni. Siamo state al parco e ci siamo sedute su una panchina: i cestini per la carta che avevamo davanti erano celesti e gialli, i colori dell'Ucraina. Ho scoperto che la madre di Irina si prende cura della mamma anziana di una mia collega. Ma la cosa più bella è che stiamo ricevendo ulteriori aiuti. Una mia collega, ad esempio, ci ha invitati a pranzo. Ha detto: vi preparo gnocchetti al pesto per tutti. Una solidarietà contagiosa».
Rita Cammarone
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