Il taekwondo a Latina è targato Lo Pinto

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Mercoledì 1 Dicembre 2021, 05:01

LA STORIA
Un mese di novembre che resterà impresso nella memoria del Taekwondo 16 Latina. Nel breve giro di una settimana, a distanza di 1.063,4 km dalle due città, il club del capoluogo ha festeggiato prima l'oro nei -63 kg di Dennis Baretta all'Europeo juniores di Sarajevo e poi ha dominato la scena ai tricolori di Busto Arsizio con il primo titolo seniores di Daniel Lo Pinto (classe 2000, -63 kg) e il bronzo di Noemi Manzolli (classe 2004, -53 kg).
E' intensa l'emozione nelle parole del coach Giovanni Lo Pinto, 48 anni, dt dal 2014 e deus ex machina della società di via Pantanaccio: Non ci sono parole per descrivere questi momenti. Abbiamo vissuto degli attimi meravigliosi. Ho seguito Dennis nell'avventura continentale (è anche tecnico azzurro dal 2013, ndr) e l'impresa che ha realizzato ha confermato ancora una volta tutte le sue indiscusse qualità. Il talento del 2004, che vive nella frazione di Borgo Sabotino, ha letteralmente spazzato i suoi avversari. Dal primo turno fino alla finale il suo cammino è stato senza sbavature grazie alle affermazioni sul turco Kadir Santas (21-1), sul greco Rafael Pappa (21-13), sul danese Milad Haidari (22-3), sull'ucraino Volodymyr Bystrov (37-24) e, nell'atto clou, sul serbo Marko Burusic (27-7), testa di serie numero 4 del tabellone. Un curriculum che fa impressione quello del neo arruolato del Gruppo Sportivo dei Carabinieri, che vanta il bronzo nel 2019 agli Europei cadetti (-49kg) di Marina D'Or in Spagna, i successi agli Open d'Innsbruck (2019) e di Varsavia (doppietta 2018-2019), l'argento alla President Cup di Atene (2018), senza dimenticare che un mese fa a Giugliano salì sul gradino più alto del podio agli italiani juniores. Dalla capitale della Bosnia-Erzegovina alla Lombardia, dove lo show si è completato con gli allori firmati da Daniel Lo Pinto e Noemi Manzolli: da sottolineare anche il terzo posto per società in campo maschile.
«La nostra è una scuola che ha sempre insegnato e inculcato i giusti valori. Mio figlio Daniel è un ragazzo dedito allo sport, il taekwondo è la sua vita, non manca mai agli allenamenti, si è preparato tanto per questa medaglia che desiderava a tutti i costi. Lui e Dennis, prima di essere campioni nello sport, sono campioni nella vita. Noemi è speciale, è la mia prima allieva femmina, ci tengo particolarmente e tra l'altro è stata anche argento tricolore a livello juniores», chiosa Lo Pinto, che quest'estate era nelle file della Nazionale a Tokyo sia alle Olimpiadi che ai Giochi Paralimpici. Ultima curiosità che riguarda un'altra stella dell'arte marziale di origine coreana dei calci e pugni in volo: si tratta del terracinese Simone Crescenzi del Cs Esercito, fresco dell'11esimo titolo tricolore consecutivo nei -68 kg.
Andrea Gionti
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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