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Latina, farmacie in difficoltà: nessuna chiarezza sul vaccino J&J, il 10% dei prenotati disdice

Latina, farmacie in difficoltà: nessuna chiarezza sul vaccino J&J, il 10% dei prenotati disdice
di Rita Cammarone
3 Minuti di Lettura
Giovedì 17 Giugno 2021, 05:03 - Ultimo aggiornamento: 14:43

Il vaccino Johnson&Johnson in farmacia doveva rappresentare l'ultimo miglio per la lotta al Covid, invece questa soluzione di rete capillare rischia di impantanarsi nella cosiddetta raccomandazione dell'uso preferenziale agli over 60. Un problema che in queste ore sta assillando anche i cinquanta farmacisti pontini autorizzati alla somministrazione del vaccino monodose e quanti lo hanno prenotato.
Roberto Pennacchio, presidente dell'Ordine dei Farmacisti della provincia di Latina, ha confidato ieri mattina che i cittadini sono fortemente disorientati da questo alternarsi di disposizioni sui vaccini. «Circa il 10% dei prenotati under 60 disdice l'appuntamento ha spiegato Si tratta di una percentuale in crescita con il trascorrere delle ore. L'altro 90% è intenzionato a vaccinarsi lo stesso». «Ma noi stiamo informando tutti ha aggiunto che il Ministero della Salute e l'Aifa sconsigliano l'uso di questo farmaco agli under 60. Siamo in attesa di conoscere la risposta ai quesiti che Federfarma nazionale ha posto al Ministero e Federfarma Lazio all'assessorato regionale alla Salute». In particolare Federfarma ha chiesto di sapere se il vaccino Johnson&Johnson va somministrato solo agli over 60, come recentemente disposto per Astrazeneca. Il sindacato ha chiesto una risposta chiara, sì o no. Il presidente dell'Ordine ha poi sottolineato anche un altro handicap, ovvero la fornitura del vaccino alle farmacie: «In provincia di Latina sono state autorizzate alla somministrazione soltanto 50 farmacie, su 153. La Regione Lazio ha poi congelato tutto sulla base dei quantitativi a disposizione. Autorizzare più farmacie avrebbe ridotto ulteriormente le già poche dosi che abbiamo a settimana».

Tornando all'uso sconsigliato agli under 60, il dottor Salvatore Farina, vice presidente vicario di Federfarma Latina, anche lui ovviamente in attesa della risposta ai quesiti posti dal sindacato al Ministero e all'assessorato regionale, ha affermato che le farmacie pontine hanno affinato l'anamnesi: «Dopo aver informato i prenotati di età inferiore ai 60anni, sulle recenti disposizioni che sconsigliano in questa fascia di età l'uso di Johnson&Johnson, prestiamo la massima attenzione alle notizie che riguardano il paziente. Se ci sono dubbi lo indirizziamo al medico di famiglia. Per farla breve stiamo continuando a vaccinare gli under 60, previa liberatoria degli interessati, in caso non emergano controindicazioni dall'anamnesi, ha spiegato il dottor Farina.
I FARMACISTI
La dottoressa Amelia Fontana, dell'omonima farmacia di via Emanuele Filiberto a Latina ha confermato ieri che la fase di anamnesi è stata ulteriormente potenziata: «Oltre a valutare attentamente quanto dichiarato dal richiedente il vaccino, su condizioni immunodepressive, di allergie, su problemi cardiovascolari, di coagulazione del sangue eccetera, facciamo ulteriori domande. Ed è in questa fase, che richiede molto più tempo, che emergono ad esempio episodi di ischemia avvenuti anche diversi anni fa. In un paio di casi non ho proceduto alla vaccinazione e ho consigliato gli interessati a rivolgersi al medico curante». Per il dottor Mattia Travagliati, titolare della farmacia di via dello Statuto a Latina, la situazione è diventata paradossale: «Aifa e Ministero della Salute ha commentato con l'indicazione della somministrazione preferenziale scaricano sui vaccinatori eventuali responsabilità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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