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Elezioni annullate, esposto in Procura e ricorso dei consiglieri di maggioranza al Consiglio di Stato

Elezioni annullate, esposto in Procura e ricorso dei consiglieri di maggioranza al Consiglio di Stato
di Andrea Apruzzese
3 Minuti di Lettura
Domenica 17 Luglio 2022, 09:23

Esposto alla Procura della Repubblica, con una richiesta di indagini sullo svolgimento del voto amministrativo di Latina del 3 e 4 ottobre scorso da parte di un ex candidato consigliere, il tutto mentre anche i consiglieri comunali di maggioranza decaduti presentano ricorso in appello al Consiglio di Stato. Diventa incandescente la vicenda del voto di Latina, a partire dall'esposto alla Procura. Lo ha presentato, tre giorni fa, Andrea Silvagni, un ex candidato consigliere comunale della lista civica di Vincenzo Zaccheo, Latina nel cuore, come d'altronde furono ex candidati di quella stessa lista a presentare il ricorso al Tar che ha portato alla sentenza di annullamento del risultato in 22 sezioni.


L'esposto per denuncia e querela prende le mosse dalla circostanza che il candidato riportava 70 preferenze, «ben al di sotto del risultato numerico che si attendeva» (anche se l'esposto contiene un errore sulle date delle elezioni: riporta 5 e 6 ottobre, mentre si sono tenute il 3 e 4 ottobre), e poi dalla sentenza del Tar. Proprio in virtù delle osservazioni dei giudici amministrativi, l'ex candidato consigliere afferma di avere «interesse agli accertamenti, atteso che i comportamenti che presumibilmente hanno portato alle descritte irregolarità sono destinati a incidere sulla correttezza del voto in maniera esponenziale e concretizzando financo grave violazione dei diritti dei candidati; in particolare, i fatti descritti sono suscettibili di integrare la violazione delle norme in materia di reati elettorali, poiché il fenomeno della scheda ballerina fa emergere la condotta di chi forma falsamente le schede o altri atti destinati alle operazioni elettorali. Ai fini dell'individuazione dei soggetti responsabili, il sottoscritto segnala il fatto che le schede sono predisposte, utilizzate, comunque custodite dai soggetti appartenenti all'ufficio elettorale quali i presidenti di seggio e gli scrutatori, la cui responsabilità penale è aggravata».


RICORSO DEI CONSIGLIERI

Domani intanto i consiglieri comunali della maggioranza di Coletta depositeranno un ricorso in appello al Consiglio di Stato, che si inserisce nel soldo di quello presentato da Coletta, e anche in questo caso andrà sia verso la richiesta di sospensiva sia nel merito. I consiglieri comunali sono infatti anch'essi decaduti, al pari del sindaco, e al ricorso partecipano tutti quelli di maggioranza, incluso Gianluca Bono (M5S), a eccezione però di Forza Italia, mentre Annalisa Muzio (Fare Latina) starebbe valutando la situazione, nell'ipotesi di presentarne uno da sola. Due sono le linee del ricorso dei consiglieri: sospensiva e merito. Nello specifico, la consigliera comunale decaduta del Partito democratico, Daniela Fiore, per quanto riguarda le valutazioni di merito, precisa come «noi crediamo fortemente nel ricorso, in quanto non riteniamo siano avvenuti brogli. Sono ipotesi, non suffragate da alcun indizio. Inoltre, i numeri ipotizzati nella sentenza non sarebbero tali da superare quelli ottenuti dal sindaco eletto, Damiano Coletta».
Ancora più ampia poi la valutazione a supporto della richiesta di sospensiva, avanzata anche questa nel ricorso dello stesso primo cittadino decaduto: «Noi riteniamo che sussista l'esigenza di una sospensiva, con il ritorno in aula dei consiglieri comunali e del sindaco, anche in presenza di un commissario (che in sé riunisce funzioni e poteri di sindaco, giunta e Consiglio, ndr) a guidare il Comune per l'attività amministrativa ordinaria. Vi sono infatti delle scadenze, urgenti, che necessitano di un Consiglio in piena funzione, ad esempio progetti che sono stati candidati ai fondi Pnrr, che devono essere approvati in aula entro il 31 luglio». Molto del destino futuro del Comune di Latina sarà deciso il 26 luglio in Consiglio di Stato, quando si terrà intanto la camera di consiglio chiamata a valutare la richiesta di sospensiva che, qualora fosse accolta, farebbe tornare in piazza del Popolo sindaco, giunta e Consiglio comunale. Ma i tempi per la valutazione del merito potrebbero anche essere più lunghi.
 

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