Di Silvio, attentato al Nicolosi: fermato un sospettato

Di Silvio, attentato al Nicolosi: fermato un sospettato
di Laura Pesino
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Giovedì 19 Maggio 2022, 09:15 - Ultimo aggiornamento: 10:37

Un agguato in casa, al piano terra di una palazzina popolare del Nicolosi. Ad Antonio Di Silvio, bersaglio dell'attentato, è bastato aprire la porta dell'appartamento per ritrovarsi addosso una bottiglia incendiaria che in pochi istanti ha innescato il fuoco. Tutto è accaduto in pieno giorno, nella mattinata di ieri, in quella stessa abitazione in cui Antonio Di Silvio detto Cavallo era rinchiuso perché destinatario di una misura cautelare degli arresti domiciliari e che solo qualche giorno fa era stata oggetto di perquisizioni e controlli a tappeto organizzati dai carabinieri in tutto il quartiere e nelle piazze di spaccio della zona. Cavallo, 56 anni, esponente della famiglia omonima ma con ruoli autonomi e marginali rispetto al clan, era chiaramente il bersaglio di un regolamento di conti. Questo è almeno l'ambito nel quale indagano i carabinieri del nucleo investigativo che a stretto giro, dopo l'attentato incendiario, hanno individuato e portato in caserma un sospetto la cui posizione è al vaglio della procura.


Secondo la ricostruzione qualcuno ieri mattina ha bussato alla porta dell'appartamento. Si trattava evidentemente di una conoscenza di Antonio Di Silvio, forse di un appuntamento organizzato con la vittima. Quando l'uomo ha aperto è stato però travolto dalle fiamme scatenate da una bottiglia incendiaria lanciata dentro l'abitazione. L'attentatore è immediatamente fuggito dal quartiere mentre i residenti hanno dato l'allarme e Antonio Cavallo, parzialmente avvolto dal fuoco, è stato soccorso da un'ambulanza e trasportato d'urgenza all'ospedale Goretti, dove si trova ancora ricoverato in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. L'intervento di una squadra di vigili del fuoco ha poi scongiurato il peggio, evitando che il fuoco si propagasse all'interno dell'abitazione e creasse danni ulteriori, mentre i carabinieri hanno avviato immediatamente le indagini ascoltando i primi testimoni per risalire al responsabile. Il primo sospetto è che si tratti appunto di un regolamento di conti nell'ambito di un'attività di spaccio gestita dalla vittima.


Un anno fa gli agenti della squadra volante di Latina erano piombati nello stesso appartamento, scoprendo che era stato protetto da un portone di ferro installato oltre la porta di ingresso e da telecamere esterne puntate sul cortile, mentre sul retro della casa, sotto la finestra, era stata sistemata una tenda. Da lì veniva gestita la vendita di droga, per mezzo di monitor e sistemi di videosorveglianza e senza contatti diretti con i clienti. I precedenti di Antonio Di Silvio risalgono anche al 2019, quando venne arrestato per aver rapinato un giovane malmenandolo e portandogli via uno smartphone, oggetti in oro e una piccola somma di denaro. Ora l'agguato consumato ieri al Nicolosi apre nuove scenari. I carabinieri del nucleo investigativo hanno portato in caserma il principale sospettato dell'attentato in attesa di dare riscontro ai sospetti, con l'audizione di testimoni e l'acquisizione di eventuali immagini dei sistemi di videosorveglianza, e di procedere a un fermo che dovrà essere autorizzato dalla procura.
 

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