Covid, caso Aprilia: ordinanza impone obbligo mascherine anche all'aperto per una settimana

Il sindaco di Aprilia Antonio Terra
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Lunedì 15 Novembre 2021, 05:02 - Ultimo aggiornamento: 20:01

LA SITUAZIONE
Domenica ci sono stati altri  33 casi di contagio ad Aprilia (e 109 in provincia). Questa mattina ne sono stati riscontrati altri 5 ad Aprilia e 48 in provincia. La situazione in terra pontina resta critica. Spaventa la curva di crescita dei nuovi casi: la scorsa settimana erano stati 356 nei 33 comuni pontini, negli ultimi sette giorni il dato è schizzato a 597 casi con un incremento del 67,7%. Per questo oggi è arrivata una prima stretta.

L'attenzione massima è rivolta ad Aprilia che vola verso i cinquecento casi attualmente attivi. Numeri che preoccupano ma che ancora non sono tali da dover imporre un lockdown cittadino. «L'indice ancora non è da zona rossa - ammettono dalla Asl - ma il sindaco Terra ha fatto bene a lanciare un messaggio ai cittadini per invitarli a comportamenti di maggiore cautela». Alla luce dei casi di queste settimane l'incidenza dei contagi è schizzata a 1,8 casi per mille abitanti, ma è ancora lontana dal limite dei 2,5 previsto per far scattare il lockdown.

Ma è per tentare di ridurre la pressione dei contagi che oggi il sindaco Antonio Terra, dopo sollecitazione della Regione Lazio e della Asl ha emesso l'ordinanza che impone l'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto. Resterà in vigore per una settimana.

La Regione Lazio aveva richiesto al Comune di Aprilia di «ripristinare l'utilizzo di mascherine all'aperto, evitare ogni forma di
assembramento e sensibilizzare la popolazione sull'importanza
della vaccinazione». Nella zona di Aprilia infatti, rispetto
alla media regionale dei vaccinati, si è circa 10 punti
percentuali in meno. «Chiediamo ai cittadini la massima
collaborazione, anche alle comunità straniere presenti sul
territorio e alle loro autorità religiose», precisa l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato.

Attualmente, ad Aprilia vi sono 451 persone positive al Coronavirus, con un incremento di 9 unità nelle ultime 24 ore. Anche per questo, il Sindaco – in accordo con le autorità sanitarie – ha firmatol’ordinanza per l’obbligo della mascherina anche all’aperto, almeno per i prossimi 7 giorni.

“I dati registrati negli ultimi giorni rappresentano per noi un campanello d’allarme – commenta il primo cittadino – la situazione non presenta ancora criticità così ampie da giustificare zone rosse o interventi drastici. Ma è chiaro che occorre la massima collaborazione da parte di tutti, perché l’epidemia non è finita e un eventuale aggravamento dei dati potrebbe comportare nuove chiusure, con un impatto drammatico sull’economia della Città, proprio ora che ci avviciniamo al Natale.

"Anche per questo, abbiamo concordato con il Prefetto e i vertici della ASL, la reintroduzione dell’obbligo di mascherine all’aperto - dice il primo cottadino - Faccio appello a tutti i cittadini perché adottino la massima prudenza: molti nuovi casi di positività che stiamo registrando in queste settimane ci raccontano di focolai familiari, probabilmente dovuti ad un calo dell’attenzione. Dobbiamo invece mantenere alto il tasso di cautela, soprattutto nei contesti dove il contatto diretto è più facile: con i familiari, con gli amici, sul posto di lavoro. È solo grazie alla cooperazione di tutti che riusciremo a superare anche questa fase, insieme”.


Ma la Regione intende chiarire anche l'impatto che hanno avuto i medici no vax sospesi nei giorni scorsi su questa situazione. Intanto verrà verificato quanti, tra i loro assistiti, sono stati vaccinati. Ma è stato deciso di indagare anche sull'attività di questi medici di famiglia contrari al vaccino per capire ad esempio quali certificazioni abbiamo fornito ai loro assistiti magari per agevolarli ad aggirare l'obbligo di avere il green pass per andare al lavoro o per far loro ottenere tamponi gratis. Sono solo ipotesi al momento, ma altri casi analoghi, come quello del medico di Pippo Franco, invitano alla cautela ed alla verifica di tutti gli atti firmati dai medici sospesi dal servizio per il momento fino al 31 dicembre.


La situazione sta però peggiorando anche in altri centri pontini. Ieri erano sedici i comuni con almeno un caso positivo. Il capoluogo è subito dietro Aprilia: 22 i casi riscontrati nelle ultime 24 ore, Poi Itri, con 11 casi, seguita da Formia, con 9 casi, e Cisterna con otto. Cinque i nuovi positivi a Minturno e 4 a Sezze. Si conferma che è sempre più difficile per il Dipartimento di prevenzione della Asl tracciare i contatti dei nuovi casi e capire dove sia avvenuto il contagio. Nel cinquanta per cento dei casi il link rimane sconosciuto. Per l'altro cinquanta per cento il contagio avviene soprattutto in famiglia, a scuola, tra amici o sul lavoro. Ieri anche un link con un contagio in una casa di riposo.
Ieri fortunatamente non ci sono stati nuovi decessi. Dall'inizio di novembre i morti sono stati 15. Dall'inizio della pandemia i decessi tra i residenti della provincia di Latina sono stati 662. Mentre il numero complessivo dei contagi e ormai vicino a quota 40 mila: sono infatti 39.971. Due i nuovi ricoveri nelle ultime 24 ore ed è stato necessario trasferite un paziente a Roma. A giorni, come annunciato ieri dalla dg della Asl Silvia Cavalli, il numero dei posti letto Covid nel reparto di malattie Infettive del Goretti salirà a 24 con l'inserimento di sei posti letto di terapia sub intensiva e di un letto per pazienti covid da sottoporre a dialisi.
Vittorio Buongiorno
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