Coluzzi, il medico di Fi che non è vaccinato: «Andrò in Consiglio col tampone»

Coluzzi, il medico di Fi che non è vaccinato: «Andrò in Consiglio col tampone»
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Martedì 26 Ottobre 2021, 05:04 - Ultimo aggiornamento: 10:52

Rifiuta i farmaci anti-Covid ma guai a definirlo no-vax. È consigliere comunale di Latina Giuseppe Coluzzi, al ritorno in piazza del Popolo, eletto in quota a Forza Italia con 597 preferenze. L'11 novembre prossimo compirà 68 anni. Originario di Sermoneta, vive a Latina da sempre. Medico in pensione dal 2016, ha concluso la sua carriera, iniziata con la Medicina generale, da dirigente della Asl pontina. Ultimo incarico quello di responsabile dell'Assistenza protesica, ma dal 2000 al 2003 è stato a capo del Centro vaccinale di piazzale Carturan. Ma fino ad oggi contro il Coronavirus ha esclusivamente indossato la mascherina e praticato il distanziamento. Dottore, nella sua vita ha somministrato vaccini e ora sfugge a un'iniezione? «Non sono un no-vax risponde Coluzzi -. Semplicemente sto aspettando che l'Ema autorizzi l'immissione sul mercato del nuovo vaccino americano Novavax. Questo farmaco è differente dagli altri, non contiene il virus attenuato come il vaccino Astrazeneca né acido nucleico come il Pfizer ma soltanto la proteina spike. Il metodo è consolidato, impiegato da oltre trent'anni per la realizzazione di vaccini antinfluenzali». Da medico, sebbene in pensione, non pensa di stare mettendo a rischio la sua salute e quella di chi le sta attorno? «No, sono rispettoso del distanziamento e dell'uso della mascherina al chiuso afferma il consigliere - Io credo che le altre restrizioni siano state un'esagerazione».

Scusi, ma in attesa di una vaccinazione estesa le restrizioni si sono rivelate efficaci. Questo lo dicono i numeri. «Credo che non ci abbiano detto tutta la verità commenta - Questo dispiegamento di forze contro una forma di influenza è esagerato: come se volessero uccidere un uccellino con un mitra. Però io non voglio passare come un negazionista della pandemia. La pandemia esiste e i vaccini hanno salvato l'umanità. Credo nei vaccini che si basano su una metodologia collaudata. Ecco perché voglio aspettare il Novavax». Lei a Latina, oltre ad essere un noto medico, è anche un noto politico. Ci vuole ricordare la sua esperienza? «Sono stato nella Dc, nel Cdu, nell'Udeur e da dieci anni sto in Forza Italia, perché lo ritengo ad oggi il partito migliore afferma - Sono stato eletto nel 1985 per la prima volta con il sindaco Delio Redi. Da allora mi sono sempre candidato e sono stato quasi sempre eletto, tranne due volte, l'ultima nel 2016. Diciamo che sto sempre in campagna elettorale. Seguo la scuola di Redi: appena uno viene eletto si mette subito al lavoro per la tornata successiva».
Senza green pass non potrà accedere nell'aula consiliare. «Vorrà dire che arriverò in Consiglio con il tampone. E visto che ci stiamo, dico che il green pass è anticostituzionale. Sono favorevole alla vaccinazione ma non si possono obbligare le persone a vaccinarsi». Senta, visto che in aula sembra desideroso di volerci tornare cosa le piacerebbe accadesse a Latina? «Che fosse rimessa in sesto la viabilità e riparati i marciapiedi. Tra i grandi progetti guardo alla riqualificazione della Marina che ha delle potenzialità migliori di Rimini. Guardo al rilancio dell'Università». Come si risolve questa storia dell'anatra zoppa? «O con le dimissioni di 17 consiglieri, tornando così al voto, o con un cronoprogramma condiviso in base al quale Damiano Coletta dovrà non essere il sindaco di Latina ma fare il sindaco di Latina».
Rita Cammarone
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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