Mancano artigiani, nasce l'Academy per falegnami

Mancano artigiani, nasce l'Academy per falegnami
di Vittorio Buongiorno
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Martedì 12 Ottobre 2021, 05:02 - Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre, 12:07

«Sul mercato non ci sono falegnami. Le aziende che li hanno se li tengono stretti o devono scipparli alla concorrenza. Siccome è una cosa che non faccio e che non farò, ho scelto un'altra strada». La racconta così Claudio Devoto l'iniziativa della sua azienda, la Devoto Design di Cisterna, che ha dato vita a un corso di falegnameria per giovani tra i 16 e i 28 anni. «Ma non è un apprendistato, è proprio una scuola» sottolinea Devoto. «Quattrocento ore di teoria e pratica per insegnare il mestiere. Alla fine ai migliori due corsisti verrà offerta l'opportunità di uno stage retribuito di sei mesi in una falegnameria della zona o l'assunzione diretta».

Claudio Devoto con la figlia Cecilia


Per la Devoto Academy si sono già fatti avanti i primi ragazzi. «Noi cerchiamo continuamente giovani da immettere in azienda. Ne troviamo raramente e quando li troviamo finiscono per imparare poco. L'apprendistato spesso e volentieri è solo pratica mal spiegata e non sistematica, senza analisi e misurazione dell'apprendimento. Noi invece vogliamo che i ragazzi quando cominceranno a lavorare sappiano già leggere un disegno, conoscano i materiali e le tecniche di lavorazione. Quello che io ho avuto la fortuna di imparare quando ho iniziato». Devoto va con la memoria al falegname siciliano che gli ha trasmesso il mestiere. «Si chiamava Alberto, mi voleva bene, mi ha insegnato molto e quando avevo problemi mi ha spiegato come risolverli. Vorrei che la scuola facesse lo stesso».


Devoto è uno di quegli imprenditori che da tempo si è posto il problema del passaggio generazionale. Oggi, oltre a sua moglie da sempre al suo fianco, in azienda lavorano anche le figlie, Cecilia e Marianna. «Quando siamo entrate - racconta Cecilia - i nostri genitori ci hanno affiancato un consulente aziendale che ci ha consentito di superare le difficoltà. Oggi è arrivato il momento di pensare anche al passaggio generazionale di tutti quelli che lavorano in azienda». L'età media dei falegnami - sono circa 35 - è alta, circa 50 anni. «E tutti hanno iniziato a lavorare molto giovani, sono a un passo dalla pensione». Per questo servono giovani. «Senza bravi falegnami perderemmo tutto quello che siamo riusciti a fare» dice Cecilia. «Un patrimonio di conoscenze che vogliamo trasmettere perché questo è il mestiere più bello del mondo, ma sono pochissimi i giovani che lo scelgono» racconta Devoto. Da decenni l'azienda è al top del settore e ha realizzato interni per archistar del calibro di Jean Nouvel, Fuksas e Zaha Hadid. In questi mesi sta lavorando all'ultimo progetto dell'architetta anglo irachena scomparsa nel 2016, un hotel di superlusso nel centro di Roma. Nei grandi capannoni nell'area del consorzio industriale a Cisterna i falegnami stanno costruendo i componenti della hall in ebano. «Ecco - insiste Devoto - con la scuola vorrei che i ragazzi arrivino a fare gli apprendisti già con una griglia di conoscenze di base dove potranno incasellare quello che poi impareranno lavorando».
L'idea è piaciuta anche alle altre aziende del settore. «Si sono offerte di far svolgere alcune delle ore di insegnamento presso di loro» raccontano i Devoto. Anche la Regione Lazio guarda con interesse a questa iniziativa. «All'inizio eravamo andati anche al Ciapi per sentire se fossero interessati. Ma il centro professionale non ha i macchinari adatti e neppure i docenti». Così è nato il corso fatto in casa. Avrà un costo simbolico di 50 euro per i ragazzi e alla Devoto costerà 500 euro ad alunno per i materiali, più 20 mila euro per le 400 ore di insegnamento. «Tutte autofinanziate, non ci sono istituzioni, siamo solo noi».


Ma già si pensa al futuro. «Vediamo come andrà, se funziona decideremo se istituzionalizzarlo e come». Sia la Regione, sia alcune università sono interessate. «Con alcuni atenei già collaboriamo, per chi diventerà architetto è importante conoscere le tecniche di lavorazione del legno». Ma questo sarà un corso base con lo studio di matematica e geometria elementare, lettura dei disegni, conoscenza dei legnami e delle proprietà, conoscenza delle tecniche basilari del lavoro. Ma si studierà anche il contratto di lavoro e i diritti e doveri del lavoratore. Gli allievi dovranno progettare e realizzare un mobiletto, grazie anche alle 250 ore di pratica sui macchinari. E alla fine ci sarà un esame finale. «Ci tengo che escano preparati - assicura Devoto - E' l'ultimo regalo che faccio alla mia azienda».
Vittorio Buongiorno
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