Carcere di Latina, trasferiti alcuni degli autori della protesta

Carcere di Latina, trasferiti alcuni degli autori della protesta
di Elena Ganelli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 2 Dicembre 2021, 05:03 - Ultimo aggiornamento: 11:43

Hanno prodotto un primo effetto immediato i disordini avvenuti martedì mattina all'interno del carcere di Latina. Già da ieri infatti due detenuti ospiti della struttura penitenziaria del capoluogo pontino sono stati trasferiti un un'altra casa circondariale. Si tratta ovviamente di alcuni di coloro che hanno dato vita alla manifestazione di protesta rifiutandosi di rientrare nei propri alloggi a conclusione dell'ora d'aria e che hanno poi iniziato a battere con le inferiate del cortile. Qualcuno ha anche alzato la voce inveendo e minacciando la direttrice Nadia Fontana, il comandante della Polizia penitenziaria e altri operatori della struttura tanto che si è reso necessario l'intervento cautelativo delle forze dell'ordine con mezzi e uomini della Questura e del Comando provinciale dei carabinieri all'esterno del carcere pronti a intervenire se la situazione fosse degenerata. Così come era accaduto lunedì con un altro ospite della casa circondariale ieri vale a dire trasferiti altrove con procedura d'urgenza.

La situazione attualmente è tranquilla e le proteste nate da alcuni provvedimenti disciplinari adottati dalla direzione nei confronti di alcuni detenuti sono rientrate. Questo ritorno alla normalità non risolve però i problemi della casa circondariale di via Aspromonte la cui situazione è tutt'altro che normale: il sovraffollamento con 128 detenuti invece dei 78 previsti la rende una con il tasso di sovraffollamento più alto in Italia. Non aiuta la carenza di organico del personale di polizia penitenziaria: gli operatori sono meno di 100 a fronte dei 132 previsti sulla carta e questo determina sicuramente un inasprimento del clima all'interno della struttura. «Così non si lavora in sicurezza torna a ribadire il segretario generale Cisl Fns Lazio Massimo Costantino e se anche i disordini non sono degenerati la verità è che l'organico va potenziato. Attiveremo nuovamente gli organismi dipartimentali e non abbiamo intenzione di abbassare il livello di attenzione sul carcere di Latina».

Il rappresentante sindacale non esclude neppure che nei prossimi giorni possa essere promossa una manifestazione davanti al carcere per ricordare che se è stato evitato il peggio questo non significa che i problemi di base sono stati risolti: sono ancora tutti lì. Anche Stefano Anastasia, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Lazio, ha preannunciato una sua visita a breve a Latina.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA