Comune, Bianchi: «Il dialogo istituzionale paga, avanti così»

Comune, Bianchi: «Il dialogo istituzionale paga, avanti così»
di Giovanni Del Giaccio
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Domenica 23 Gennaio 2022, 05:05 - Ultimo aggiornamento: 16:25

 «Intanto va il mio ringraziamento a tutto il personale sanitario che ha fatto e sta facendo il massimo contro il Covid». Vincenzo Bianchi, consigliere politico del sindaco Damiano Coletta, parte dalla sua esperienza con il coronavirus, sottolinea la professionalità di chi lavora al Goretti, racconta delle monoclonali che insieme al vaccino gli hanno salvato la vita, ma resta con lo sguardo attento a quello che succede in piazza del Popolo e ha partecipato anche dall'isolamento ad alcune call con i vertici dell'amministrazione. Come uno ormai di sinistra, o quasi... «Non scherziamo, lasciamo certe cose a chi gioca sui social, io ero, sono e resto un liberale. Una persona che per il bene della città si è messa a disposizione di chi potesse governarla. A maggior ragione dopo la vittoria con la cosiddetta anatra zoppa che ha comportato, inevitabilmente, un allungamento dei tempi per la formazione della giunta, per esempio. Ma il sindaco, da subito, ha impostato l'unico metodo possibile».


Cioè? «Il dialogo istituzionale, vedi ad esempio l'elezione di Tiero di Fratelli d'Italia presidente del consiglio, all'unanimità. Invitando chi dice di volere il bene della città a sedersi intorno a un tavolo, a indicare punti condivisi. Stesso metodo per la composizione della giunta, per la quale va espresso apprezzamento sia a Forza Italia sia a Latina futura che hanno inteso entrare in maggioranza ma senza deleghe».
Ha fatto pace con Fazzone? «Mai fatta la guerra, in questa occasione ha dimostrato lungimiranza. O si mandava a casa Coletta o si cercavano punti per governare la città. In questo senso, anche con autorevoli esponenti dell'opposizione che hanno dato dimostrazione negli anni di quanto tengono a Latina, il dialogo deve andare avanti». Manca ancora una casella in giunta, è un'offerta? «Assolutamente no, parliamo di punti condivisi, di quello che loro stessi definiscono bene della città, e non di assessorati che sono stati affidati a personaggi di assoluto spessore. Da ultimo l'architetto Remigio Coco, professionista molto apprezzato e stimato, già presidente dell'Ordine, che insieme ai colleghi sarà in grado di operare e dare le risposte che Latina merita da tempo».
G.D.G.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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