Agricoltura, i rincari fanno paura: parlano associazioni e operatori pontini

Agricoltura, i rincari fanno paura: parlano associazioni e operatori pontini
di Francesca Balestrieri
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Mercoledì 31 Agosto 2022, 10:44

Energia elettrica, gas, carburante, materie prime, sono tutti i fattori che stanno affossando un settore in particolare, quello agricolo. Non solo in provincia di Latina, ma ovunque. Solo che il territorio pontino ha una fortissima vocazione agricola, dunque gli effetti sono davvero disastrosi. «Una situazione davvero difficile quella che gli agricoltori stanno vivendo e che avrà importanti ripercussioni spiega Mauro D'Arcangeli, direttore di Confagricoltura Latina E' importante però fare una distinzione: in provincia di Latina esistono moltissime aziende agricole, alcune sono molto grandi con fatturati anche di un milione di euro, altre invece molto piccole con fatturati che certamente non ce la faranno a reggere l'impatto dall'aumento esponenziale dei prezzi».


D'Arcangeli fa alcuni esempi: «Le piccole imprese, che hanno fatto una politica di investimento su piccoli quantitativi, oggi non riescono a stare dentro i costi. Se per fare un vasetto di marmellata, faccio un esempio molto banale, prima tra gas, energia, concimi e carburante serviva un euro, oggi ne servono tre. A quanto si dovrà vendere quel vasetto? 6 o 7 euro, prezzo che non è appetibile per il consumatore. Chiaro che per queste aziende sarà difficile andare avanti. Su quelle più grandi bisogna fare invece un discorso diverso, partendo dal primo dato oggettivo: il costo delle materie prime è arrivato alle stelle. Gas, energia elettrica, carburati agevolati che prima si pagavano 85 centesimi al litro, oggi 1,80 euro, dunque è raddoppiato. Poi i concimi, ce n'è uno in particolare che usano praticamente tutti per le sue caratteristiche, è l'Urea che prima costava 32 euro al quintale e oggi è arrivato a 100 euro, così come il costo delle plastiche. Gli effetti di questi rincari spiega D'Arcangeli - li sentiremo tutti insieme in autunno perché succederà che molte aziende non produrranno o produrranno meno e il consumatore troverà meno prodotto a un costo più alto».


LA TESTIMONIANZA
La preoccupazione è netta tra gli agricoltori pontini, racconta il titolare di un'azienda agricola di Latina che conta decine di ettari di campi coltivati: «I costi sono diventati insostenibili. Se non avessi avuto da parte dei fondi sarebbe stato impossibile coltivare i campi perché è aumentato tutto, dai semi ai concimi, passando per il gasolio e l'energia elettrica. In inverno poi, con le serre, non penso sia possibile reggere l'impatto anche perché i costi per gli utenti finali sarebbe altissimo e non ne vale la pena. Ho anche pensato di stare fermo per un anno perché, facendo i conti, mi sarebbe costato meno».


Ma attenzione, non è un problema prettamente pontino: «Ho visto i dati che arrivano dalla Spagna e da altri paesi europei e sono molto preoccupanti - dice D'Arcangeli - il sistema è molto complesso e anche quelle aziende che l'anno scorso avevano fatto scorta di materie prime, quando sono andate ad acquistare quest'anno per le produzioni autunnali hanno comprato meno. Ecco perché ci sarà meno disponibilità di prodotto e al consumatore finale costerà tutto di più. La cosa che più temiamo è proprio questa, la scarsità di prodotti». E come se gli aumenti non bastassero si sono aggiunte altre problematiche: «Prima fra tutte la siccità che ha fatto danni su molte produzioni, ma anche gli eventi atmosferici imprevisti come le trombe d'aria che ultimamente colpiscono sempre di più la nostra zona. E il sistema assicurativo è lasciato alla buona volontà delle stesse di andare a coprire o meno i rischi».


Secondo il direttore di Confagricoltura bisogna rivedere tutto l'assetto e questi temi fanno parte dell'agenda che l'associazione ha predisposto per metterla a disposizione dei candidati alle prossime elezioni: «Non è una questione politica, qui non può esistere destra e sinistra, il problema è del Paese intero e se non si risolverà in breve tempo rischiamo veramente grosso».
 

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