Agricoltura allo stremo: lievitano costi e salari, scende la produzione

Agricoltura allo stremo: lievitano costi e salari, scende la produzione
di Francesca Balestrieri
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Martedì 6 Settembre 2022, 11:43

La cooperativa Eurocirce è una delle più grandi in provincia di Latina e raccoglie a sé centinaia di agricoltori. Per questo, per capire qual è lo stato attuale in cui versa questa categoria, hanno svolto una serie di interviste con i propri iscritti e quello che emerge è preoccupante: «L'anno in corso spiega il presidente Simone Dalla Valle - si preannunciava per il settore agricolo un anno di buone speranze, nonostante il 2021 si fosse chiuso con un incremento dei costi produttivi vicini al 5%. C'era la fiducia della effettiva ripartenza dopo la pandemia, e c'era la consapevolezza dei prezzi dei prodotti in crescita rispetto agli ultimi tre anni. Purtroppo però nel 2022, l'aumento spietato dei costi di produzione del nostro settore, ha ottenuto effetti preoccupanti se non dire devastanti soprattutto per quelle piccole aziende che nonostante tutto tentano di rimanere in piedi».


Ma quali sono questi costi? «Sono lievitati del 20%; pesano soprattutto i salari, i prodotti energetici, i fertilizzanti, le sementi e le plastiche per la copertura degli impianti serricoli». A cui si aggiunge un aumento smisurato del carburante agricolo, e ovviamente tutto si traduce in una forte preoccupazione «Non solo per i costi ma per la capacità di acquisto dei consumatori che, si indebolisce sempre più, rendendo ancora più critica la situazione».


In pratica accade questo: comprando meno materia prima, proprio a causa dei costi lievitati, la produzione sarà inferiore e il consumatore finale si troverà a dover pagare di più per meno merce. Ma non è un particolare che riguarda solo l'Italia, tutta l'Europa si trova nella stessa situazione. Dunque prezzi più alti per il cliente, ma questo non significa che agli agricoltori arriveranno più soldi, anzi. Verranno pagati la stessa cifra per un raccolto inferiore e con i prezzi delle materie prime alle stelle.


Purtroppo questo si potrebbe tradurre nella chiusura di molte attività, soprattutto quelle più piccole, come aveva spiegato anche il direttore di Confagricoltura Mauro D'Arcangeli. Ma non è finita qui: «Un altro aspetto che ci preoccupa non poco spiega Dalla Valle - sono gli eventi calamitosi sempre più frequenti di aspetto tropicale che, devastano ettari di impianti serricoli e piantagioni».
La speranza è quella di poter uscire presto da questa crisi, magari con aiuti reali da parte del Governo: «Da parte nostra continueremo a lavorare per migliorare ma soprattutto mantenere le nostre aziende e i nostri prodotti in un standard qualitativo tutto italiano invidiato da tutti, con la speranza, di riuscire a resistere in attesa di un immediato impegno risolutivo da parte delle istituzioni».
 

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