Abusò della figlia, il 50enne davanti al gip rimane muto

Abusò della figlia, il 50enne davanti al gip rimane muto
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Sabato 15 Gennaio 2022, 05:04

L'INCHIESTA
«Non ci sono dubbi sulle responsabilità dell'indagato a carico del quale sussistono gravi indizi di colpevolezza». Lo scrive il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giorgia Castriota nell'ordinanza di custodia cautelare che nei giorni scorsi ha portato in carcere a Vercelli, il 50enne chiamato a rispondere di violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni nei confronti della figlia che all'epoca dei fatti era minorenne.
L'uomo ieri mattina è stato sottoposto a interrogatorio di garanzia ma nel corso del video collegamento dalla casa circondariale piemontese con il Palazzo di giustizia del capoluogo pontino non ha detto una parola, è rimasto in silenzio davanti al gip avvalendosi della facoltà di non rispondere.
Assistito dagli avvocati Ludovico Favino e Massimo Mussato, il 50enne non ha fornito spiegazioni sui gravi episodi che gli vengono contestati, abusi di ogni genere consumati nel periodo compreso tra il 2018 e il 2020. Ma il materiale raccolto dagli investigatori della Squadra mobile di Latina appaiono più che sufficienti ad incastrarlo. In quel periodo, quando si trovava ormai a Vercelli per lavoro, l'uomo che ha un paio di occupazioni tra cui quella di vigilante - è tornato più di una volta nel Comune pontino dove vivono i familiari e ne ha approfittato per maltrattare in maniera ripetuta la figlia.
La percuoteva con schiaffi, calci e pugni per farsi consegnare i soldi che lei aveva guadagnato con alcuni stage e in almeno due occasioni l'ha immobilizzata, spogliata e violentata provocandole anche alcune lesioni. Non contento l'ha ripetutamente minacciata per non farle raccontare nulla di ciò che accadeva.
«Stai attenta che in un attimo sparisci», e ancora «Morirai se fai qualcosa» scriveva in alcuni sms inviati sul cellulare della vittima che è rimasta a lungo in silenzio prima di trovare la forza di confidarsi con alcune persone che hanno deciso di presentare una denuncia alla Questura di Latina, denuncia sottoscritta il 4 gennaio scorso che lei ha confermato in pieno.
Appena una settimana e gli investigatori pontini in collaborazione con i colleghi di Vercelli hanno arrestato il 50enne per violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima, maltrattamenti e lesioni. Le accuse nei suoi confronti sono supportate da riscontri importanti: le testimoniane delle tre persone che hanno presentato la denuncia e i messaggi di minaccia recuperati dal cellulare della ragazza. E per il magistrato i gravi indizi di colpevolezza ci sono tutti.
Elena Ganelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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