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Mensa Caritas, i volontari di Latina protagonisti dello spot nazionale 8x1000

Mensa Caritas, i volontari di Latina protagonisti dello spot nazionale 8x1000
di Laura Pesino
3 Minuti di Lettura
Martedì 1 Giugno 2021, 05:01 - Ultimo aggiornamento: 11:19

«Non è mai solo una firma. E' molto di più». E' la nuova campagna per l'8xmille della Conferenza episcopale italiana che, nel raccontare storie di aiuto, conforto e sostegno ai più fragili, ha scelto per lo spot l'esperienza della mensa della Caritas di Latina intitolata a don Adriano Bragazzi. Ecco allora i volti dei cuochi Maria e Giuseppe, di alcuni degli ospiti, come Tatiana e Francesco, e di Angelo Raponi, direttore della Caritas. Ma accanto a loro ci sono tantissimi altri volontari di ogni età, circa 400 a pieno regime prima che la pandemia imponesse una riduzione del personale.
«I nostri volontari racconta Raponi sono la colonna portante di questo servizio. Il volontariato continua ad essere il valore aggiunto e la mensa è una grande palestra in cui abbiamo coinvolto negli anni studenti che hanno fatto progetti di alternanza scuola-lavoro, persone impiegate in lavori di pubblica utilità per esecuzioni penali o messa in prova, tirocinanti, cittadini appartenenti a categorie svantaggiate. La nostra mensa, al di là del numero dei pasti offerti, è un crocevia di popoli ed esperienze».


Non a caso forse sorge nel cuore del Villaggio Trieste, che in passato ha accolto a Latina i profughi di Istria e Dalmazia e per decenni ha ospitato il più grande centro di accoglienza di rifugiati operativo in Italia. Oggi dunque la mensa della Caritas, creata nel 2002, prosegue quella tradizione di accoglienza del capoluogo pontino offrendo circa 33.565 pasti all'anno (secondo il dato del 2020), a persone che si trovano a vivere condizioni di disagio economico e sociale. «Da quando la Caritas è nata in questa diocesi, alla fine degli anni '90 spiega il direttore Angelo Raponi - siamo impegnati sul fronte delle Caritas parrocchiali, dell'animazione dei territori, delle comunità cristiane e sull'erogazione di alcuni servizi in risposta ai bisogni primari delle persone. Nel corso degli anni siamo riusciti ad assistere un crescente numero di persone provenienti, in genere, da situazioni di forte disagio economico e sociale, in maggioranza stranieri, ma ci sono anche italiani, circa il 25% dell'utenza, che hanno perso il lavoro a causa della crisi economica che ha colpito duramente la nostra provincia, aggravata dallo scoppio della pandemia».

La pandemia del resto ha imposto l'urgenza di fare fronte a nuovi bisogni e ridisegnato purtroppo anche le modalità dell'offerta: ci sono 20 posti a sedere e un'utenza media di 120 persone giornaliere, con punte di 160 nei mesi più duri e difficili dell'emergenza covid. «L'alto numero degli utenti e la gestione degli spazi spiega ancora Raponi non ci consentono di riprendere l'attività come prima e ci siamo quindi organizzati con la consegna di pasti da asporto. L'8xmille rappresenta la risorsa fondamentale che ha permesso di avviare la struttura e che consente di fare fronte alla gestione quotidiana. Abbiamo una squadra di 400 volontari organizzati in 24 gruppi con turni settimanali o mensili, che garantiscono per 365 giorni all'anno che la cena sia pronta in tavola a partire dalle 16,30».
«Faccio come a casa mia racconta Maria, la cuoca Arrivo in mensa e cominciamo a cucinare utilizzando i prodotti a disposizione. Durante la pandemia ho pensato di preparare i piatti a casa. Peppe mi portava bustoni enormi di verdure, che mi mandava su con l'ascensore, e io quando le avevo cotte le rimandavo giù. Aiutare gli altri per me è dovuto, sento che lo devo fare». «Vengo qua e sono contento, anche se lavoro, faccio sacrifici aggiunge Giuseppe ma sono felice di fare questo tipo di servizio».
Laura Pesino
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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