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L'ultimo saluto al piccolo Romeo, straziante lettera della madre

L'ultimo saluto al piccolo Romeo, straziante lettera della madre
di Mirko Macaro
3 Minuti di Lettura
Sabato 13 Agosto 2022, 12:12

Un addio terreno fatto di disperazione, senso di smarrimento, incredulità. E non poteva essere altrimenti: una fine che resta impossibile da accettare, quella dell'11enne Romeo Golia, ucciso da un'auto che lo scorso 5 agosto lo ha travolto alle porte del centro urbano di Terracina, falciandolo mentre insieme a mamma Titta e zia Sara attraversava l'Appia sulle strisce pedonali.
Come annunciato nei giorni scorsi i funerali del bambino si sono tenuti ieri mattina a Napoli, sua città natale, nel quartiere dei Colli Aminei. Proprio presso la chiesa intitolata ai Santi Antonio di Padova e Annibale Maria, dove il 4 giugno aveva ricevuto la prima comunione. Un fiume di persone, a tributargli l'ultimo saluto e ad abbracciare idealmente la madre, la sorella Ludovica e gli altri congiunti.


Da una moltitudine di amici di famiglia e semplici residenti, ai compagni della scuola elementare Mameli-Zuppetta, passando per gli amici del gruppo scout e per i ragazzi della Partenope Rugby. Tutti dai visi inevitabilmente stravolti dal dolore. Ed ecco la bara bianca entrare in chiesa, la toccante omelia officiata dal parroco Rosario Graziosi, l'uscita del feretro tra gli applausi e decine di candidi palloncini fatti librare in cielo.
Ma anche pianti a dirotto e urla inconsolabili: «Non è vero che è morto, non è vero che è successo», ripeteva la nonna di Romeo. Mentre la madre, che aveva già dovuto affrontare a fatica la prematura morte del marito e papà dell'11enne, veniva sorretta a fatica da alcuni presenti. Non riusciva a stare in piedi, tantomeno a parlare.

Però, pur per interposta persona, le sue parole d'amore e sofferenza hanno ugualmente echeggiato fino in strada: «Quante ne abbiamo passate insieme, vita mia. Quante volte mi sono sentita inadeguata per essere stata sia madre che padre», recitava una lettera scritta dalla donna e letta durante la funzione religiosa. «Siamo ridiventati una famiglia, circondati dall'affetto degli altri. Sono stati anni bellissimi, cuore mio ti ritroverò. Sarai il fruscio del vento d'autunno, sarai nei fiori di primavera. Sarai i fiocchi di neve in inverno. Sarai nelle lacrime delle sere d'estate. Sarai con me Romy, non tardare. Ti aspetto, Romy».
Non solo mamma Titta. Anche la sorella di Romeo è riuscita a trovare la forza per mettere nero su bianco un pensiero oltremodo commovente: «Ho la testa incasinata, ma i tuoi baci riparavano tutto», ha scritto Ludovica. «Mi hai fatto dannare con i compiti di matematica ma l'amore che mi hai dato tu, nessuno sarà mai in grado di darmelo, solo tu potevi darmelo. Non so come recuperare quella finita. Quando mi vedrai a pezzi, abbracciami. Ci rivedremo presto».
Da par suo, nel corso dell'omelia don Rosario non ha mancato di ricordare la recente prima comunione del bambino tragicamente scomparso, cercando di lenire l'angoscia generale con parole di conforto cristiano: «Romeo ha donato la sua vita e noi vivremo anche grazie a lui», uno dei passaggi più profondi. «Il dolore e lo smarrimento non infici la nostra fede. La domanda è: perché non io?'. Se lo saranno chiesti la madre, gli zii. In quanti avrebbero voluto essere al posto di Romeo. Ciò significa: bisogna vivere la tua vita. Quanto tempo hai ancora per perdonare e amare?».
Mirko Macaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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