Incendio Sep, la Procura vuole capire: caccia ai piromani

Incendio Sep, la Procura vuole capire: caccia ai piromani
di Stefania Belmonte
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Giovedì 26 Agosto 2021, 05:01 - Ultimo aggiornamento: 08:41

 Fascicolo di indagine alla procura della Repubblica di Latina per l'incendio della Sep. Del caso si occuperà probabilmente il sostituto procuratore Giuseppe Miliano e le indagini saranno quasi certamente affidate ai carabinieri forestali di Latina, ormai specialisti della Sep, i quali avevano anche proceduto insieme alla polizia stradale due anni fa al sequestro dell'impianto di Mazzocchio di Pontinia dopo le denunce da parte dei comitati sugli sversamenti di compost immaturo nei campi tra le province di Latina e di Roma. Non ci sarebbero indagati al momento per l'incendio del sito, ma è caccia ai responsabili. Perché se non può essere esclusa del tutto l'ipotesi della autocombustione, l'idea che ci si è fatti è che si tratti quasi certamente di un luogo di origine dolosa. La struttura è stata in parte distrutta dalle fiamme, nella parte adibita allo stoccaggio delle plastiche residue del processo di separazione dal materiale organico, dopo lo strizzamento che avviene nella vicina Sogerit non appena i rifiuti vengono conferiti.

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Si tratta di un incendio strano perché, se alcuni testimoni dicono di aver sentito un boato e poi di aver visto le fiamme, altri sostengono di aver visto le l'incendio e poi di aver udito uno scoppio provenire dall'impianto. Eppure nell'incontro che si è tenuto in prefettura nel pomeriggio di martedì alla presenza dell'amministratrice giudiziaria della Sep, la dottoressa Carmela Regina Silvestri, sarebbe stato chiarito che all'interno del sito non c'era nulla che potesse scoppiare. E che, come appurato dagli stessi vigili del fuoco che l'avevano certificato soltanto pochi mesi fa, l'impianto antincendio ha funzionato correttamente. Trattandosi di compost non è quindi esclusa l'ipotesi di autocombustione, ma va detto che resta la meno accreditata al momento, non solo perché l'incendio si è sviluppato di notte ma anche perché sarebbe partito dalla zona di stoccaggio delle plastiche residue e quindi non in un luogo di potenziale fermentazione. Si è comunque in attesa degli esiti tecnici di competenza dei Vigili del fuoco per avere un quadro di insieme con indicazioni obiettive per escludere o includere ipotesi investigative. In più, il fatto che l'incendio sarebbe partito proprio dall'unica zona in cui manca la videosorveglianza. Una coincidenza piuttosto strana e che fare pensare al fatto che se il dolo venisse confermato, ad agire sarebbe stato qualcuno che conosceva bene l'impianto.
L'ATTESA
Tra i primi a dare l'allarme, il vigilantes che era in servizio quella notte, il quale avrebbe anche lui sentito lo scoppio. All'arrivo dei vigili del fuoco le fiamme erano alte ed estese, il momento esatto in cui l'incendio è partito è quindi tutto da chiarire. Questa la cronaca. Ora resta da capire quali saranno le conseguenze per il territorio e per l'impianto stesso, che ha già beneficiato quasi due milioni di euro di fondi pubblici da restituire.
Sotto il profilo ambientale bisognerà attendere invece le analisi dell'Arpa le quali saranno necessari ancora alcune ore. Si attende anche per i risultati dei campionamenti effettuati dalla Asl sulle colture vicine alla Sep: se ne sta occupando l'istituto zooprofilattico.
Stefania Belmonte
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