Il promoter infedele Roberto Ciavolella condannato a due anni

Il promoter infedele Roberto Ciavolella condannato a due anni
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Giovedì 23 Settembre 2021, 05:03

IL PROCESSO
Si è concluso con una condanna a due anni di reclusione e la sospensione della pena il processo a carico del promoter finanziario Roberto Ciavolella chiamato a rispondere di truffa nei confronti di decine e decine di clienti del cui denaro si è appropriato per poi rifugiarsi in Kenya, dove si trova tuttora senza che sia stato possibile notificargli alcun atto giudiziario. La sentenza l'ha pronunciata il giudice monocratico del Tribunale di Latina Rosmunda Zampi che ha anche dovuto prendere atto della prescrizione del reato per la maggior parte degli episodi contestati all'imputato che risalgono a oltre dieci anni fa. La condanna è dunque relativa soltanto alle contestazioni non ancora prescritte. In realtà nel processo penale non tutte le vittime del promoter si sono costituite parte civile, la maggior parte ha accettato di rimettere la querela ed ha portato a termine una transazione con l'istituto bancario per il quale il promoter lavorava all'epoca dei fatti e che è stato chiamato a rispondere come responsabile civile. A loro sono state versate piccole somme. In aula quindi alla fine sono rimasti soltanto alcuni dei truffati, assistiti dagli avvocati Alessandro Mariani e Claudio Cardarello. Il giudice oltre che alla pena detentiva ha condannato l'imputato a pagare una multa e a risarcire in solido con la banca tutte le parti civili per un ammontare complessivo di circa 3 milioni di euro. Secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, che hanno condotto l'operazione denominata Easy Gain il promoter, oltre ad intascare il denaro dei clienti avrebbe sottratto al fisco quasi due milioni e mezzo di euro per poi far perdere le proprie tracce o meglio fuggire in Kenya dove vive da anni e dove ha aperto un resort senza che nessuno in dieci anni sia riuscito neppure a notificargli un atto giudiziario. Una circostanza che ha trascinato il processo penale che di rinvio in rinvio è arrivato fino ad oggi. Il metodo utilizzato era sempre quello: il professionista si faceva firmare una delega in bianco e, fornendo false rendicontazioni, convinceva i clienti a non disinvestire i risparmi promettendo loro ottimi guadagni a breve termine mentre il denaro finiva direttamente sul suo conto. Così sottraeva le somme di denaro attraverso il rilascio di assegni circolari, moduli di emissione di bonifici che, in molti casi, sottoponeva alla sottoscrizione dei risparmiatori in bianco, promettendo che avrebbe utilizzato il denaro per investire in prodotti finanziari di sicuro rendimento. E se qualcuno ci ha rimesso piccole somme alcuni hanno perso i risparmi di una vita. Alcune delle vittime hanno comunque già avviato presso il Tribunale di Latina una causa civile per ottenere un risarcimento danni.
Elena Ganelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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