Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Morto dopo l'intervento di protesi all'anca, tre medici sotto accusa

Morto dopo l'intervento di protesi all'anca, tre medici sotto accusa
di Marina Mingarelli
3 Minuti di Lettura
Sabato 11 Giugno 2022, 08:20 - Ultimo aggiornamento: 08:21

 Anziano di Ferentino deceduto in una clinica privata a seguito di un intervento di protesi all'anca, nel corso dell'udienza preliminare il medico legale Filippo Milano che ha effettuato l'esame autoptico, avrebbe evidenziato imprudenza, imperizia e negligenza da parte di tre medici che lo avevano monitorato e che adesso sono finiti sul registro degli indagati per il reato di omicidio colposo. Il prossimo 2 dicembre il gup dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio i tre professionisti coinvolti in questo presunto caso di malasanità. Si tratta di un cardiologo, un anestesista ed un ortopedico che facevano parte dell'equipe che avevano preso parte all'intervento chirurgico. I fatti risalgono al 2019 quando un pensionato di 82 anni si era recato in quella clinica per essere sottoposto ad un intervento chirurgico per la sostituzione di protesi dell'anca. Una operazione che generalmente viene effettuata dopo una decina di anni dal primo intervento a causa dell'usura della protesi stessa. L'anziano che aveva già subìto un analogo intervento, era entrato in clinica molto tranquillo.

Pochi giorni di degenza e sarebbe tornato a casa sua, a Ferentino. Ma in quel frangente qualcosa è andato storto ed il decorso post operatorio è stato devastante L'anziano, infatti, subito dopo l'operazione aveva cominciato ad avere febbre e disturbi intestinali. E siccome il suo stato di salute peggiorava di giorno in giorno, dalla clinica privata avevano deciso di trasferirlo presso l'ospedale San Camillo di Roma. Ma l'anziano nel nosocomio romano è rimasto soltanto per poche ore, poiché è morto dopo il ricovero. I familiari però che non avevano affatto creduto alla tragica fatalità e avevano fatto scattare la denuncia contro ignoti per omicidio colposo. Il loro congiunto era entrato in quella struttura sanitaria in ottime condizioni di salute. Prima di sottoporsi all'intervento di sostituzione della protesi aveva svolto gli esami diagnostici del caso. E i risultati avevano indotto i medici a predisporre l'intervento chirurgico. Invece subito dopo l'operazione la situazione è degenerata fino a portare il paziente alla morte. L'anziano sarebbe deceduto a causa di una emorragia interna. Forte il sospetto che a scatenare quella emorragia potesse essere stato un farmaco anticoagulante che assumeva l'ottantaduenne. Secondo quanto riportato dalle linee guida quel medicinale andava sospeso almeno quattro giorni prima dell'intervento. Da qui l'avvio dell'inchiesta dove i tre medici sono finiti sul registro degli indagati per l'ipotesi di omicidio colposo. I familiari che si sono affidati all'avvocato Vanessa D'Arpino chiedono soltanto di sapere se la morte del loro congiunto è da attribuire ad un comportamento superficiale da parte di chi lo teneva in cura.
Marina Mingarelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA