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Inflazione record e prezzi in aumento, i timori delle famiglie

Inflazione record e prezzi in aumento, i timori delle famiglie
di Tiziana Cardarelli
4 Minuti di Lettura
Domenica 3 Luglio 2022, 09:02

Vola l'inflazione. Accelera fino ad arrivare a livelli record che non si vedevano dal 1986: +8,6% a giugno e 8% su base annua. Le stangate sulle famiglie diventano sempre più pesanti. A volte anche insostenibili. A pagare maggiormente le conseguenze sono soprattutto le famiglie monoreddito e i pensionati. Tra rincari di luce, gas e generi alimentari con prezzi alle stelle, i cittadini di Frosinone - come quelli del resto d'Italia - faticano ad arrivare alla seconda settimana del mese, altro che a fine mese. Frutta e verdura cominciano a diventare quasi un lusso per alcune famiglie ciociare. Oltre all'inflazione che morde, come se non bastasse, quest'anno si è aggiunta la siccità. I fagiolini, ad esempio, sono il vero oro in tavola. Sette euro al chilo, per un periodo come questo dove la produzione massima è prevista proprio in estate. Per non parlare dei pomodori che hanno raddoppiato il loro prezzo al consumatore, sempre in questo periodo dell'anno dove la produzione aumenta notevolmente. «La guerra russa-ucraina ci sta devastando economicamente - ha commentato Paolo Lella, proprietario de La Voglia, punto vendita di frutta e verdura in zona Scalo a Frosinone -. I prezzi sono alle stelle e credo che il problema sia legato fondamentalmente ai rincari di carburante, luce e gas. Addirittura al mercato ortofrutticolo di Fondi - ha aggiunto - il pagamento dell'entrata è passato da 4 a 9 euro. Poi si aggiunge la siccità - ha concluso - ed ecco che i prezzi diventano da capogiro. I pomodori che negli anni passati, in questo periodo, avevano prezzi ragionevoli, oggi hanno più o meno i prezzi invernali da serra. La responsabilità è anche della siccità. Ma alla fine chi ci rimette sono sempre le famiglie con stangate incredibili».


Rincari carburante, luce, gas e generi alimentari hanno portato l'inflazione all'8% e le famiglie sono seriamente in difficoltà. «Erano anni che non consumavo così tanti legumi. Carne, pesce, affettati e formaggi sono diventati beni di lusso che non tutti possono permettersi. Non si trovano sulle tavole di tutte le famiglie. Non vi nego - ha commentato Maria, mamma di due figli di 10 e 14 anni, cliente di un supermercato di una catena, a Frosinone - prima mangiavamo molta più carne rossa e pesce. Da un po' di mesi a questa parte tendo a realizzare ricette prevalentemente con legumi. Un altro triste segreto è quello di acquistare la carne macinata perché ha un costo inferiore. Ma se prima - ha aggiunto la signora Maria - un chilo di tritato lo pagavo meno di 9 euro al chilo, ora ce ne vogliono 13 se non 15 euro al chilo. Lo stesso prezzo che lo scorso anno avevano, ad esempio, le fettine di manzo. Vogliamo parlare del petto di pollo? Prima con 7,8 euro se ne acquistava un chilo, ora il costo è raddoppiato. Se non verrà posto un freno all'inflazione, saremo tutti costretti a chiedere seri aiuti alla Caritas».
«È VERAMENTE DURA»
A scegliere di riempire (si fa per dire) il carrello in uno dei tanti discount di Frosinone è Adele, mamma di una bambina, separata da un anno. Lavora come commessa in un bar. Nonostante il suo lavoro e un piccolo mantenimento dell'ex, è molto preoccupata per il futuro. «Con mille euro di entrate - commenta la donna - se non sono molto attenta nell'acquisto degli alimenti, non riesco ad arrivare a fine mese. Tra le bollette, l'affitto e il bambino che ha comunque una priorità, è veramente dura. Quest'anno ce lo scordiamo il mare. Non possiamo permetterci neppure di viaggiare da Frosinone a Terracina. Il carburante è alle stelle. Vorrei sapere questa speculazione fino a che punto deve arrivare. Vogliono vederci tutti mendicanti?».
Tra i rincari non poteva mancare quello di pane e latte. Gli aumenti sono stati quasi del 50%. Se prima con un paio di euro si riusciva a portare a casa una pagnotta di pane, ora ci vuole quasi il doppio. Se poi si sceglie un pane cotto al forno con farine di nicchia si può arrivare anche a sei euro la pagnotta. Anche il latte ha subito un aumento di circa il 30%. «Gli aumenti sono tutti collegati alla speculazione - ha commentato il titolare di un locale, al centro di Frosinone -. Il pane, il latte, le farine, i trasporti. Tutto aumentato, ma il vero problema dell'inflazione è che tra Covid e guerra c'è tanta speculazione. Il problema serio lo avremo a settembre. Finita l'estate credo che la crisi si farà sentire ancor di più e molti di noi ristoratori saremo costretti ad abbassare le serrande».
Tiziana Cardarelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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