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Il dopo voto: destra più forte con le liste civiche. Chi vince, chi perde e chi scompare

Il dopo voto: destra più forte con le liste civiche. Chi vince, chi perde e chi scompare
di Gianpaolo Russo
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 29 Giugno 2022, 09:51

Le elezioni di Frosinone delineano un quadro politico sempre più orientato al civismo. Quelle liste civiche che hanno avuto, mai come in questa occasione, un ruolo decisivo. L'analisi del voto nel capoluogo non può non partire dal vero vincitore di queste elezioni: su tutti il civico Riccardo Mastrangeli. Il neo sindaco ha dimostrato tutta la sua forza sia al primo turno, ottenendo più preferenze delle sue liste in appoggio con molto voto disgiunto a suo favore (votato quindi anche da diversi elettori di centro sinistra), ma anche nel ballottaggio dove ha stravinto la sfida personale con Domenico Marzi.

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CHI VINCE

Una forza caratterizzata anche dal fatto che attualmente Mastrangeli non ha tessere di partito e che anche la lista che porta il suo nome ha ben figurato. Alla fine la scelta maturata di puntare su di lui è stata vincente alla faccia di chi, all'inizio della campagna elettorale, non lo considerava forte come il suo predecessore.
L'altro vincitore, indubbiamente, è il sindaco uscente, Nicola Ottaviani. La continuità amministrativa assicurata da Mastrangeli è un premio anche ai suoi 10 anni di governo. E poi c'è quella lista Ottaviani che è stata trainante, seconda più votata dopo il Pd. Ottaviani si accredita anche sui tavoli nazionali del suo partito, la Lega. Il messaggio è chiaro: a Frosinone il partito di Salvini non può fare a meno di Ottaviani.
Non c'è stato, invece, l'atteso boom di preferenze per Fratelli D'Italia: il senatore Massimo Ruspandini e il segretario cittadino Fabio Tagliaferri hanno sì vinto il derby con la Lega ma non sono riusciti a primeggiare in città come si ipotizzava nelle file del partito della Meloni.
Ruolo secondario per Forza Italia sorretta dal solo Adriano Piacentini mentre si conferma decisiva anche la lista per Frosinone di Antonio Scaccia e non solo per il record di preferenze (oltre 900 voti) conquistati dalla sua compagna Francesca Chiappini. Di sicuro la compagine del centro destra, giunta a fine consiliatura con Ottaviani con qualche divisione e malcontento, ha ritrovato quella compattezza sotto il nome di Mastrangeli che poi si è dimostrata vincente nelle urne.

CHI PERDE

Compattezza che non c'è stata, invece, in un centro sinistra che era partito in frantumi con ben tre candidati. La divisione tra Vicano, Iacovissi e Marzi è stata decisiva. I ritardi sulla scelta di Marzi manifestati a pochi mesi dalle elezioni, seppur in parte recuperati, sono stati decisivi in termini negativi. Domenico Marzi ce l'ha messa tutta: il centro destra sembrava già imbattibile al primo turno. Invece è riuscito a raggiungere il ballottaggio ma poi le distanze sono risultate comunque non colmabili. Marzi, insomma, nonostante la sua anagrafe e la già lunga esperienza amministrativa da sindaco non lo ponessero certo come la novità assoluta, la sua figura l'ha fatta così come la sua lista civica. Veniamo al Pd. Rispetto alle elezioni di 5 anni fa il partito democratico è risultato forte, compatto e il partito più votato in città. Ai vertici del Pd, semmai, va rimproverata la strategia iniziale completamente sbagliata. L'aver perso oltre un anno su un candidato come Vicano (poi abbandonandolo e trovandoselo addirittura contro al ballottaggio) e il non essere in grado di realizzare una coalizione unita con altre forze politiche del centro sinistra (su tutte il Psi).

CHI SCOMPARE

E se il Polo Civico e la lista Frosinone in Comune hanno fatto quello che potevano, chi è mancato del tutto è stato il Movimento 5 Stelle che non ha fornito alcun contributo pur avendo sul territorio due deputati come Ilaria Fontana ed Enrica Segneri. Non ci sono stati candidati pentastellati trainanti ed hanno perso anche quel voto ideologico che li aveva sostenuti nella precedente consultazione. Sono loro i veri sconfitti di questa tornata elettorale: spariti dal consiglio comunale e dal dibattito politico cittadino.
CHI SORPRENDE
Infine una citazione meritano i socialisti. Hanno puntato su un giovane promettente come Vincenzo Iacovissi arrivando contro i pronostici iniziali terzi davanti a Vicano. Le diverse vedute con il Pd hanno danneggiato più i democratici che il partito di Schietroma che, a Frosinone, ha dimostrato di avere ancora un certo seguito elettorale. Se il centro destra viaggia spedito verso la terza consiliatura consecutiva, il centro sinistra, dopo essersi leccato le ferite, dovrà rivedere alcune strategie per evitare in futuro altre sonore sconfitte.
Gianpaolo Russo
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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