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Capitale italiana della cultura, il sogno di Roccasecca: ecco su cosa si punta

Capitale italiana della cultura, il sogno di Roccasecca: ecco su cosa si punta
di Elena Pittiglio
3 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Luglio 2022, 08:41

 La sfida è appena cominciata. Roccasecca vuole portare a casa la nomina a Capitale italiana della cultura 2025. E lo vuole fare con un progetto ambizioso che affonda le sue radici nella sua storia e, in particolare, facendo leva nel senso di comunità e nel gioco di squadra con i comuni circostanti. Nella serata di ieri, nella centralissima via Roma, il sindaco Giuseppe Sacco si è rivolto ad un parterre composto da diversi sindaci, parlamentari, dal presidente della Provincia Antonio Pompeo, e dai rappresentanti di enti e associazioni. Il primo cittadino ha svelato le ragioni del suo progetto. Ma sul palco non era solo. Accanto a sé ha voluto il professor Paolo Verri, l'autore del successo della candidatura di Matera a Capitale europea della cultura, che già lavora al dossier da presentare. Una corsa contro il tempo, in quanto  il bando scadrà il 13 settembre. «Con la candidatura - ha sottolineato il sindaco - vogliamo dar vita ad una sinergia sul territorio. Un progetto che spazia da San Tommaso a San Benedetto, da Cicerone ad Aquinum con l'intento di mettere a sistema, per la prima volta, tutto il territorio. È una bellissima occasione per creare un modello da utilizzare anche in futuro, perché il bando passa ma il modello resta». Su cosa punta Verri per  centrare l'obiettivo? Intanto la valorizzazione delle comunità, non solo da un punto di vista fisico, ma sociale. Tradotto: mettere in luce la qualità delle persone.

«Quando sono stato chiamato - riferisce - ho proprio sentito la passione che ruota intorno a San Tommaso». Roccasecca per Verri ha tutte le carte in regola per giocarsi la candidatura. Al di là dell'esito, però, vuole creare un modello che accompagni l'intero territorio nel XXII secolo trasformandolo in una Terra di filosofi.  I punti di forza per centrare l'obiettivo sono stati sintetizzati dal professore in quest'ordine: «È un paese lontano dai grandi centri urbani, ma facilmente raggiungibile sia da Roma che da Napoli. È molto vicino ad un'università internazionale importante. Ha un paesaggio naturale su cui si può lavorare. Ha una cultura altissima ma nel contempo anche popolare: il gigante di San Tommaso e, poi, Severino Gazzelloni». Nella lunga lista, Verri inserisce anche il set di ripresa cinematografica usato dal grande Totò.  In altre parole:  usare la cultura per riportare i giovani a vivere questi luoghi. Gli strumenti individuati sono: la filosofia e la poesia. «Roccasecca  - ha affermato ancora Verri - paradossalmente, è già meta di visitatori richiamati più dal cammino di San Benedetto che da San Tommaso. Bisogna riequilibrare questo aspetto e far diventare questa la terra dei filosofi con la creazione di un hub di cultura permanente nei locali dell'ex Convento». In diretta da Bruxelles ha seguito i lavori l'eurodeputato Massimiliano Smeriglio, che nel prendere la parola ha ribadito: «Dietro questa candidatura c'è un'ambizione all'altezza della sfida. Bisogna lavorare pancia a terra nei prossimi giorni fino alla presentazione del dossier».
Elena Pittiglio
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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