Estorsione, rapina e lesioni al dipendente: rinviati a giudizio

Estorsione, rapina e lesioni al dipendente: rinviati a giudizio
2 Minuti di Lettura
Sabato 1 Maggio 2021, 05:01

L'UDIENZA
Erano stati arrestati per ben due volte a distanza di pochi mesi per avere brutalmente picchiante un bracciante di nazionalità indiana che lavorava nella loro azienda agricola di Borgo Hermada. Ieri pomeriggio il 53enne Fabrizio Tombolillo e il figlio 23enne Daniele, entrambi residenti a Terracina e titolari dell'azienda Orticola Tombolillo sono stati rinviati a giudizio per estorsione, rapina e lesioni personali aggravate.
I due, assistiti dall'avvocato Giuseppe Fevola, sono comparsi davanti al giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone così come la vittima, un 33enne indiano che è arrivato al Palazzo di giustizia accompagnato dal sociologo dell'Eurispes Marco Omizzolo e che si è costituito parte civile con gli avvocati Arturo Salerni e Silvia Calderoni. Le indagini sugli imputati erano partite a febbraio dello scorso anno dopo che un bracciante si era presentato al pronto soccorso dell'ospedale Fiorini' di Terracina con una serie di ferite al capo riconducibili a colpi ricevuti con un corpo contundente, fratture e lesioni personali in varie parti del corpo.
LICENZIATO
Era così emerso che il giovane dopo aver chiesto al datore di lavoro guanti e mascherina per poter lavorare in sicurezza e secondo le norme anti Covid, era stato licenziato e quando aveva chiesto di essere pagato per il lavoro svolto fino a quel momento era stato prima minacciato, poi preso a calci e pugni e infine gettato in un canale di scolo privo di sensi. Si era così arrivati all'arresto di Fabrizio e Daniele Tombolillo poi scarcerati ma le ulteriori indagini condotte dal sostituto procuratore Claudio De Lazzaro avevano portato, a maggio 2020, all'emissione di una nuova ordinanza cautelare che aveva posto il padre ai domiciliari dove si trova tuttora e imposto al figlio gli obblighi di firma, decisione confermata dalla Corte di Cassazione.
DODICI ORE DI LAVORO
I controlli all'interno dell'azienda agricola di Borgo Hermada da parte degli agenti del commissariato di polizia avevano portato alla luce una gestione del lavoro dei braccianti attuata con un sistematico sfruttamento economico, con condizioni di lavoro difformi alla vigente normativa in materia di sicurezza e sanitaria. Gli stranieri erano costretti a lavorare anche 12 ore al giorno, tutti i giorni della settimana, festivi compresi, senza riposo e senza congedi per malattia, in cambio di 4 euro l'ora. Ai braccianti, tra l'altro, in busta paga veniva contabilizzato soltanto un terzo delle giornate di lavoro effettivamente prestate e nessuno era provvisto dei dispositivi a tutela della normativa di sicurezza e dell'igiene. Ieri l'udienza preliminare a conclusione della quale il gup, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, ha rinviato entrambi gli imputati a giudizio. Dovranno comparire davanti al Tribunale per rispondere di estorsione, rapina e lesioni personali aggravate, ma non è stata ancora fissata la data del processo per un problema informatico degli uffici di piazza Buozzi.
Elena Ganelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA