Virus Cina, primo contagio negli Stati Uniti. A Roma controlli rafforzati

Mercoledì 22 Gennaio 2020 di Mauro Evangelisti

ROMA Ore 6 del mattino, all'aeroporto di Fiumicino atterra il Boeing 787 di China Southern Airlines proveniente da Wuhan, la città cinese dove si è sviluppato il focolaio del virus che ha già contagiato 300 persone e causato 6 morti. I passeggeri vengono sottoposti a controlli accurati, per fortuna nessuno presenta sintomi sospetti. Sei ore dopo lo stesso aereo decolla con destinazione Wuhan e molti passeggeri (cinesi ma anche qualche italiano) indossano la mascherina protettiva. Da domani inoltre il livello dei controlli aumenterà, ha annunciato il Ministero della Salute: atterrerà un nuovo volo da Wuhan e in questo caso ci sarà uno screening con la misurazione della temperatura di tutti i passeggeri in arrivo, così come sta già avvenendo a Los Angeles, San Francisco e New York.

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Eppure, negli Stati Uniti avere alzato il livello dei controlli non è stato sufficiente, visto che ieri sera la Cnn ha annunciato che un primo caso di contagio del coronavirus 2019-nCoV; si tratta di un trentenne di Seattle. Secondo il Cdc (US Centers for Disease Control and Prevention) il paziente, ricoverato per polmonite la scorsa settimana (prima dunque del potenziamento dei controlli), era stato di recente a Wuhan. Alcuni casi sono monitorati in Australia e nelle Filippine, altri sono stati individuati in Giappone, in Corea del Sud, a Taiwan e in Thailandia. In sintesi: era un'illusione pensare che, in un'epoca in cui i cittadini cinesi viaggiano molto di più del passato, fosse possibile fermare la diffusione del virus. Si trasmette da uomo a uomo e questo rende tutto molto più complicato. 
 

 

IL COMITATO D'EMERGENZA
Questa mattina si riunirà a Ginevra il Comitato d'emergenza dell'Organizzazione mondiale della sanità, e potrebbe decidere di qualificare il virus come «emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale». Ancora gli esperti contano di potere limitare la diffusione del coronavirus che ha avuto origine animale (nel mercato del pesce successivamente chiuso di Wuhan). Ma se si arrivasse ad alzare il livello di emergenza, potrebbero esserci anche limitazioni dei voli o, comunque, controlli ancora più rigorosi. A Fiumicino - l'unica città italiana ad avere un collegamento diretto con Wuhan - oltre alla misurazione della temperatura di ogni passeggero, da domani ci sarà anche la compilazione di una scheda che indichi destinazione e percorso dei passeggeri in Italia, una volta sbarcati. L'obiettivo è tenere traccia di chi è arrivato da Wuhan, perché c'è anche l'incognita del periodo di incubazione: può succedere che al momento dello sbarco il passeggero non presenti ancora i sintomi - febbre, tosse, raffreddore, difficoltà respiratorie - ma una volta arrivato a casa la malattia si sviluppi. Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) ha innalzato da basso a moderato il rischio.

CAPODANNO
In Cina, dove 450 milioni di cittadini sono in viaggio per il Capodanno lunare, il livello di preoccupazione è alto: a Wuhan sono stati allestiti 2.000 posti letto, il contagio è già arrivato anche a Pechino, Shanghai e Guangzhou, le autorità stanno rilanciando appelli alla popolazione. Il Comitato comunale e del Governo di Wuhan, ad esempio, ha diffuso un documento in cui ricorda ai cittadini: «Ognuno ha la responsabilità di prevenire e controllare l'epidemia, tutti possono contribuire. Bisogna uscire indossando una maschera, lavarsi spesso le mani, non sputare, non frequentare luoghi affollati, non lasciare Wuhan se non necessario, se non ti senti bene vai in ospedale». Già quindici tra infermieri e medici di Wuhan sono rimasti contagiati, un evento che secondo il direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito, va considerato con grande preoccupazione, «proprio per il rischio di epidemie negli ospedali». 

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L'ECONOMIA
In Cina e negli altri paesi vicini, l'epidemia, se non circoscritta, rischia di colpire anche l'economia: c'è stato un calo di tutte le borse asiatiche. Zhong Nanshan, specialista cinese in malattie infettive, secondo il South China Morning Post, sostiene che «la quarantena è il metodo più efficace per prevenire un'ulteriore diffusione». «A Wuhan, operatori sanitari e pazienti si sono infettati a vicenda trovandosi nella stessa stanza. A Guangzhou, i pazienti sono stati infettati da due parenti che hanno visitato Wuhan». Si teme anche la presenza di «super-diffusori», soggetti che più rapidamente diffondono il virus, contagiando più persone. Le compagnie aeree stanno consentendo ai passeggeri di Wuhan di cancellare i viaggi, mentre i tour di gruppo sono stati limitati.

Ultimo aggiornamento: 11:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA