Roma, parla una vittima dell'untore: «Avrei voluto vederlo in carcere per tutta la vita»

di Adelaide Pierucci
ROMA Dopo la sentenza che ha condannato l’untore di Hiv Valentino Talluto a 24 anni di carcere, le 27 ragazze infettate si asciugano le lacrime per la vittoria incassata e guardano al futuro. Ora è più grigio che nero, per dirla con le parole di una di loro. Come Ines, la chiameremo così: 28 anni, da 8 sieropositiva. Una ragazza che si immaginava mamma giovane, e che è stata costretta a rinunciare a sesso e amore, a fuggire dal lavoro per sottoporsi alle analisi e alle visite, o per ritirare le terapie. Sempre...
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Domenica 29 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 10:09

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 7 commenti presenti
2017-10-30 06:46:33
In carcere per tutta la vita non ci va nemmeno chi ammazza ormai. Ma "Ines" conosceva l'uso del preservativo quale metodo per prevenire le malattie?
2017-10-29 20:22:55
Sì, la numerosità delle donne che si sono concesse senza nessuna precauzione ad uno che non ha nulla di così irresistibile da far perdere la testa ed il buon senso è sconcertante!; non è né attraente, né brillante, né ricco! A meno ché non lo abbiano ritenuto proprio per la sua nullità, controllabile.
2017-10-29 13:46:03
Doveva essere condannato a 24 anni per ogni vittima e NON 24 anni in totale!!! Le vittime sono condannate "all'ergastolo" causa la malattia!!!!!
2017-10-29 12:43:02
far usare al proprio partner occasionale i contraccettivi no eh?
2017-10-29 05:57:25
incredibile prima si fanno montare e dopo si lamentano se prendono malattie, il sesso dovrebbe avvenire solo con il marito o il propio compagno,liberta' sessuale un illusione che puo' avere un caro prezzo.
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