Caos vaccini, le aule resteranno chiuse per i bambini senza profilassi

Venerdì 10 Agosto 2018 di Mauro Evangelisti
Cosa succederà a settembre? Davvero i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni potranno entrare nel nido o nella materna anche senza essere stati vaccinati? Ad oggi non ci sono certezze. Dipende dal percorso del Milleproroghe, che difficilmente potrà essere approvato prima dell’apertura delle scuole. A tutti gli effetti dunque vale la legge Lorenzin. Dimentichiamo solo per un attimo lo scontro sull’autocertificazione (con cui comunque per legge non si può dichiarare il falso). Prima domanda: se una famiglia no vax iscrive un bambino alla materna senza vaccinarlo il piccolo sarà mandato a casa? La risposta è sì. Anche al Ministero della Salute ribadiscono che se apertamente i genitori rifiutano di adempiere all’obbligo vaccinale, il bambino non entra a scuola. C’è però una variabile: quando e se sarà approvato il Milleproroghe, con l’emendamento sui vaccini che congela la sanzione, allora il ragionamento cambia, ma questo potrebbe avvenire a scuole già aperte.

BIVIO
E qui si arriva in un altro territorio inesplorato: c’è chi sostiene che, a classi già formate e lezioni già iniziate senza l’ombrello del Milleproroghe, un bambino non vaccinato non possa essere accettato a scuola quando sarà approvato l’emendamento; altri ritengono che la sanatoria possa essere anche successiva all’inizio delle lezioni. Estrema sintesi, la confusione è totale: per la ministra Grillo è sufficiente l’autocertificazione, per i presidi no; con la norma in vigore, comunque il bambino di età compresa tra 0 e 6 anni non vaccinato non entra a scuola, ma c’è un emendamento approvato alla Camera non ancora in Senato che dice il contrario. Il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, riassume tutto con questa frase: «Bisogna ascoltare i medici e convincere i genitori a vaccinare i figli, mentre dire che i bambini non devono andare neanche a scuola è sbagliato».

NUOVA LEGGE
In questo frullatore di messaggi alle famiglie, si aggiunge il Disegno di legge della maggioranza, sostenuto anche dalla ministra Grillo. Cosa prevede? Di fatto punta su raccomandazione e informazione. Revoca l’obbligo. Lo introduce solo in quelle regioni in cui si presenti il problema di una scarsa adesione alle vaccinazioni. È il famoso «obbligo flessibile», ormai un tormentone dell’estate 2018.
Più nel dettaglio: il Ddl prevede solo dove è necessario piani straordinari per una o più vaccinazioni obbligatorie, per determinate coorti di nascita o per chi esercita alcune le professioni sanitarie, così da raggiungere e mantenere le coperture vaccinali di sicurezza. Con sanzioni da 100 a 500 euro per i cittadini che a questi Piani straordinari non si adegueranno. In casi eccezionali, l’obbligo resta, e comporta la potenziale esclusione dei bambini e ragazzi non in regola. Il provvedimento ha come primi firmatari i senatori Stefano Patuanelli (M5S) e Massimiliano Romeo (Lega) e abroga in buona parte la legge Lorenzin, cancellando la lista delle dieci vaccinazioni obbligatorie per iscriversi a scuola. Un nuovo Piano vaccinale nazionale, ogni cinque anni, «individuerà e aggiornerà» gli standard di qualità delle attività vaccinali e gli obiettivi da raggiungere sul territorio nazionale.  Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 19:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA