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Pino Pelosi: «Johnny lo zingaro? Un bandito già a 16 anni, rubava le moto ai ladri»

Pino Pelosi: «Johnny lo zingaro? Un bandito già a 16 anni, rubava le moto ai ladri»
di Lorenzo De Cicco
2 Minuti di Lettura
Sabato 1 Luglio 2017, 00:03

«Ma chi, Johnny? È scappato di nuovo? Quello è sempre stato mattarello...».

Beh, «mattarello», per uno che ha collezionato condanne per omicidio, rapine, furti e sequestri di persona, è un po’ poco. O no, Pino Pelosi?

«Io lo conoscevo quando eravamo ragazzini. Era un tipo che a 16 anni andava in giro a rubare le moto agli altri ladri, pure ai fratelli Borsellino, per dire. Faceva prepotenze, cose così. Le serate spesso le passavamo alla bisca di una certa signora, in via degli Ortaggi, che notti. Ci eravamo conosciuti dalle parti della Tiburtina, in periferia. Certo, da ragazzino Johnny era un bandito vero, un bandito proprio. Io non sono mai stato a quei livelli, non ho mai avuto quella mente criminale. Ma pensavo che col tempo si fosse pentito».

Pentito?
«Sì, insomma, a una certa età bisogna smetterla con le cavolate. Io da quando ho iniziato a lavorare per una cooperativa, che poi era quella di Buzzi (coinvolta in Mafia Capitale, ndr), sono sempre stato pulito, a parte qualche piccola storia di cocaina, ma robbetta».

Con Johnny eravate amici, vi siete anche rivisti in carcere...
«Sì, a Casal del Marmo, al penitenziario minorile. Mi pare che lui arrivò lì per il primo omicidio, quello dell’autista. Poi riuscì a scappare pure là. Anche se quella volta l’hanno ripreso. Dopo se mi ricordo bene era uscito di nuovo, per la buona condotta...».

Sì. E finì con un poliziotto ucciso, un altro ferito e una ragazza sequestrata per ore in un’auto rubata. Pensa che possa essere ancora pericoloso?

«Sono quarant’anni che non ci sentiamo. Da ragazzo era sicuramente uno tosto, uno che si faceva rispettare nel quartiere. In gamba, diciamo...»

In gamba come criminale?
«Ognuno dà le sue valutazioni, sono l’ultimo che può parlare di certe cose. Posso dire che da ragazzo di sicuro era un bandito, certe cose che ha fatto lui, io non le ho mai fatte. Oggi non so come si sia ridotto. Io la testa a posto l’ho messa, forse avrebbe dovuto farlo anche lui». 

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