La sicurezza/Ma il treno è il più vicino al rischio zero

Venerdì 7 Febbraio 2020 di Andrea Giuricin
La sicurezza/Ma il treno è il più vicino al rischio zero

Negli ultimi due giorni si sono verificati due incidenti rilevanti nel settore dei trasporti: in Turchia l’uscita di pista di un aereo, spaccato in due al momento dell’atterraggio, e ieri mattina all’alba il deragliamento del treno Frecciarossa Milano-Salerno, nei pressi di Lodi, con la morte dei due macchinisti. Due tragedie che non possono non colpire.

Eppure proprio il settore aereo e quello ferroviario rimangono i più sicuri nel mondo dei trasporti. Alla luce dell’incidente sulla rete dell’Alta Velocità, sempre più utilizzata dall’utenza, è quindi bene avere un’informazione completa sulla sicurezza del sistema ferroviario in generale, di quello italiano e dell’AV in particolare. Va detto che il tema della sicurezza ferroviaria non da ieri è al centro dell’attenzione dei gestori della rete, al tempo stesso è necessario valutare con dati precisi e incontestabili se gli obiettivi siano raggiunti o meno. Sarà invece cura dell’autorità giudiziaria comprendere cosa sia successo, esattamente, ieri mattina al Frecciarossa 9595 che aveva da poco iniziato la sua corsa verso Salerno.

Di fronte alla tragedia lombarda è bene tornare alle fredde statistiche, perché in caso contrario si rischia di avere l’effetto opposto di una valutazione obiettiva, altrimenti viziata dal dato emozionale. Va detto subito che il trasporto su gomma è di circa 36 volte più pericoloso rispetto al trasporto su ferro. E se è vero che il treno è il mezzo più sicuro insieme all’aereo, vale sottolineare che i sistemi Alta Velocità in esercizio sono storicamente i più sicuri.
Per questa ragione è sconsigliabile spostare il traffico dal trasporto ferroviario a quello stradale: avremmo l’effetto perverso di veder aumentare il numero degli incidenti e dei decessi sulle nostre strade. Non è un’opinione, lo dicono i numeri che è sempre bene studiare per cercare di minimizzare i rischi. 

Altro aspetto da valutare: ieri alcuni esperti si sono interrogati se di nuovo non sia un problema di scarsa o inadeguata manutenzione delle linee. In realtà, allo stato nulla si può dire dell’Alta Velocità, soprattutto che vi sia un sotto-investimento nella manutenzione: il settore riceve infatti grandi finanziamenti sia tramite il pedaggio pagato dalle imprese ferroviarie che tramite i finanziamenti dei piani di programma. L’Italia, inoltre, è tra i Paesi europei considerati tra i più sicuri a proposito delle linee ferroviarie. Basti dire che il numero di passeggeri coinvolti in incidenti ferroviari in Italia è sensibilmente inferiore a quello del Belgio o dell’Austria, e leggermente superiore solo quello tedesco o francese. I Paesi che hanno seri problemi quanto a sicurezza ferroviaria sono nell’Est Europa, in particolare Romania, Polonia e Repubblica Slovacca e persino Portogallo.

È bene inoltre aggiungere che la separazione tra gestore dell’infrastruttura e operatori ferroviari non impatta sull’incidentalità: lo dimostrano i casi di Svezia e Gran Bretagna che, avendo attuato questa separazione, vantano gli indici migliori.

Vi è infine un ulteriore elemento da considerare. Negli ultimi 15 anni il trend degli incidenti ferroviari rilevanti in Italia è in diminuzione, confermando che il sistema sta diventando sempre più sicuro. Oltretutto i dati dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria comprendono, relativamente agli ultimi tre anni, gli incidenti non solo collegati a Rete Ferroviaria Italiana, ma anche quelli delle reti interconnesse.
Queste considerazioni sono perciò finalizzate a tranquillizzare chi quotidianamente utilizza il trasporto ferroviario in Italia, pur rimanendo imprescindibile fare chiarezza su quanto accaduto ieri a Lodi proprio per avere a disposizione ogni elemento che ci aiuti a consolidare ulteriormente le policy di sicurezza. Sono infatti proprio questi dati cui fare riferimento quando si decidono le politiche dei trasporti nel nostro Paese. Del resto, se come abbiamo visto il trasporto ferroviario resta il più sicuro, è bene che lo si renda sempre di più: ben coscienti che il rischio zero, purtroppo, non esiste.

* Università Milano Bicocca

 

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