Statali, premi legati al voto dei cittadini: vertice coi sindacati

Lunedì 13 Febbraio 2017 di Andrea Bassi
30

I cittadini che utilizzano i servizi della Pubblica amministrazione avranno voce in capitolo sui premi che saranno assegnati ai dipendenti pubblici che si trovano di fronte allo sportello. È una delle novità contenute nella bozza di riforma del Pubblico impiego che sarà discussa oggi in un vertice tecnico tra i sindacati e il governo. Nelle intenzioni del ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia, il decreto attuativo della riforma che riscrive tutte le regole sul lavoro degli statali, dalla contrattazione ai licenziamenti, passando per le visite fiscali, dovrebbe arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri già questa settimana. L’ultima bozza circolata in queste ore, prevede che «i cittadini e le organizzazioni della società civile partecipano alla promozione delle performance organizzative attraverso un ruolo attivo nel processo di valutazione». 

IL MECCANISMO
In pratica, spiega il testo, le amministrazioni dovranno predisporre dei «sistemi di rilevazione del grado di soddisfazione degli utenti delle attività e dei servizi erogati». E i risultati di questa rilevazione, insieme alle segnalazioni scritte pervenute direttamente dai privati, dovranno essere obbligatoriamente trasmesse agli organismi indipendenti di valutazione, che dovranno tenerne conto nei loro giudizi. Si tratta, insomma, di una piccola rivoluzione, che nelle intenzioni del governo dovrebbe servire a riequilibrare il rapporto tra burocrazia e cittadini, dando la possibilità a questi ultimi di incidere con i loro voti sui premi monetari che spettano ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche con cui si trovano ad avere a che fare. Non solo.

La riforma prevede anche che le amministrazioni predispongano dei rimborsi automatici nel caso in cui non siano rispettati standard di qualità nell’erogazione dei servizi. Giudizio dei cittadini a parte, il confronto tra governo e sindacati che parte oggi non si preannuncia semplice. Cgil, Cisl e Uil, chiedono che il ministro Madia rispetti l’accordo sottoscritto il 30 novembre scorso e che prevede il rinnovo del contratto di lavoro con un aumento medio mensile di 85 euro lordi. 

Governo e sindacati sono ancora distanti su un punto ritenuto dalle organizzazioni del lavoro fondamentale per il rispetto dell’intesa: il riequilibrio del rapporto tra la legge e il contratto di lavoro. Per i sindacati, l’accordo del 30 novembre assegna una prevalenza al contratto sulla legge. Ma la bozza della riforma, prevede che questa prevalenza valga solo se la legge non specifica che le norme sono «inderogabili». Per i sindacati, invece, quello che viene scritto nel contratto dovrebbe sempre prevalere sulle norme inserite nella legge. Non solo. Lo stesso provvedimento messo a punto dal governo, già riserverebbe «inderogabilmente» alla legge la disciplina di un lungo elenco di questioni: dalle progressioni economiche, alla mobilità, fino all’organizzazione del lavoro. L’altro grande aspetto da chiarire riguarda le cosiddette «gabbie» della legge Brunetta. La regola, cioè, che impone di erogare il 50% dei premi al 25% dei dipendenti pubblici giudicati migliori. Su questo punto ci sarebbe una disponibilità del governo a rinviare tutto direttamente alla contrattazione collettiva. 
 

Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 15:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA