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Siccità a Roma, il ministro Galletti: «Così è stato evitato il peggio, il Comune faccia la sua parte»

Siccità a Roma, il ministro Galletti: «Così è stato evitato il peggio, il Comune faccia la sua parte»
di Fabio Rossi
4 Minuti di Lettura
Sabato 29 Luglio 2017, 00:05
Oltre ai disagi, nella Capitale ci sarebbero stati grossi problemi su vari fronti, a partire da quello sanitario, e di rischio: visto che non sarebbero stati funzionanti neanche gli impianti antincendio, peraltro in un momento in cui c’è un forte allarme di questo tipo nel Paese. Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, si è impegnato in prima persona per trovare una soluzione che evitasse il razionamento dell’acqua a Roma.

Ministro, l’accordo raggiunto le sembra sufficiente?
«Voglio ringraziare il presidente Zingaretti per l’assunzione di responsabilità che ha dimostrato emanando quest’ordinanza. Abbiamo lavorato molto insieme, in questi giorni, e abbiamo trovato una soluzione che evita ai cittadini di Roma un disagio evidente, ed evita che alla Capitale d’Italia di esporsi al ridicolo in tutto il mondo. Questo è il risultato più importante».

Si continuerà però a captare acqua dal lago di Bracciano.
«È chiaro che la situazione resta critica, e sarà tale fino alle prime piogge. È una situazione che interessa Roma così come gran parte d’Italia, in questo momento. Roma sconta una situazione deficitaria, in termini di manutenzione della rete e di costruzione di infrastrutture».

In questi giorni c’è stato un prolungato rimpallarsi di responsabilità tra i vari attori in campo.
«Io non voglio dare la colpa a nessuno. Dico solo che adesso è il momento di intervenire: il Comune si assuma le sue responsabilità, perché noi ci siamo prese quelle di altri».

Cosa dovrebbe fare il Campidoglio, in particolare?
«Intanto ricordo sempre che il Comune è proprietario del 51 per cento di Acea. Quindi dovrebbe intervenire su tutte le captazioni del lago, che oggi non sono monitorate. Infatti nell’ordinanza c’è anche una diffida al Campidoglio, affinché intervenga su questo fronte».

C’è anche un problema urgente di sviluppo delle infrastrutture, come sostiene Acea?
«Quando parlo di infrastrutture mi riferisco proprio a un’opera pubblica che attendiamo da vent’anni, ossia il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera».

Sarebbe risolutivo, per Roma?
«Oggi noi potremmo prendere fino a 14 mila litri al secondo dal Peschiera, ma ne stiamo prendendo solo novemila, perché l’infrastruttura non permette di fare di più».

Con 14 mila litri al secondo non ci sarebbero più rischi di emergenza idrica?
«Tenga presente che l’ordinanza della Regione Lazio autorizza un prelievo, fino all’11 agosto, di 400 litri al secondo, che poi scenderanno a 250 fino al 31 agosto. Queste sono le proporzioni in campo».

Cosa si farà per Bracciano?
«Noi continueremo a monitorare quotidianamente le condizioni del lago, che mi stanno particolarmente a cuore come ministro dell’Ambiente. Ricordo a tutti che con quest’ordinanza abbiamo ridotto i prelievi dai 1.100 di qualche giorno fa ai 400 di oggi, che poi scenderanno a 250. Abbiamo cercato il miglior punto di equilibrio tra la salvaguardia del lago e l’esigenza di evitare il razionamento dell’acqua per i romani».

L’iter per lo stato di emergenza andrà comunque avanti?
«Noi continueremo, come è stato detto in Consiglio dei ministri, a istruire la richiesta di stato d’emergenza presentata dalla Regione. Per il 4 agosto è già stato convocato l’Osservatorio, e in quella sede faremo il punto della situazione. Se ci saranno le condizioni, niente esclude che venga dichiarato lo stato d’emergenza, così come è già successo per Parma e Piacenza».

Ci sono altre situazioni particolarmente a rischio, oltre a quella di Roma?
«Sono molte le situazioni che ci preoccupano. Grazie a questi osservatori, che abbiamo istituito a partire da luglio dello scorso anno, noi abbiamo oggi la situazione monitorata molto attentamente. E questo ci ha permesso fino a oggi di evitare il peggio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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