Scuola, le novità su maturità e prof. Scontro sull’Invalsi Le 8 schede

Scuola, le novità su maturità e prof. Scontro sull’Invalsi Le 8 schede
di Emilio Pucci
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Sabato 8 Aprile 2017, 00:49 - Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 15:28

Via libera del Consiglio dei ministri agli otto decreti attuativi della Buona Scuola. Tra le principali novità, nuove modalità per la maturità (dal 2019) e per diventare insegnanti. I decreti ridisegnano anche l’istruzione professionale, prevedono nuove risorse per il diritto allo studio e introducono novità per l’educazione della fascia d’età 0-6 anni, per le scuole all’estero e per l’inclusione degli alunni disabili. «Abbiamo dato un’iniezione di qualità al mondo della scuola», sottolinea il premier Gentiloni. «L’ampio confronto in sede parlamentare è servito a migliorare ed arricchire i testi», ha spiegato la ministra («mi può chiamare così?», ha chiesto gentilmente ad un cronista in conferenza stampa) Fedeli. Ma oltre ai risultati raggiunti c’è chi in Cdm ha chiesto di fare uno sforzo ulteriore. 

L’AFFONDO
«Ottimo lavoro ma a questo punto facciamo un altro centimetro in avanti», ha premesso Orlando. Prendendo la parola il responsabile della Giustizia ha messo nel mirino le prove Invalsi, ovvero i test di valutazione per gli alunni delle classi II e V della primaria (le vecchie elementari), quelli di I e III media (in sede d’esame di terza) e, infine, gli studenti della II superiore. Test standardizzati, ovvero uguali per tutti che riguardano le discipline fondamentali, italiano e matematica, che però non cessano di provocare polemiche tra gli addetti ai lavori. «E’ un punto sul quale convergono molti mal di pancia. Perché non facciamo un altro passo in più? Perché non apriamo una riflessione per eliminarli?», la domanda del Guardasigilli. 

PUNTO DI EQUILIBRIO
Un confronto nel merito, nessuna presa di posizione netta, riferiscono altri esponenti del governo che hanno partecipato alla riunione. «Sono – questa la difesa della ministra dell’Istruzione delle prove Invalsi – uno strumento utile. Abbiamo trovato un buon punto di equilibrio». E’ intervenuto anche Gentiloni per assicurare che il lavoro portato avanti è stato frutto di un dialogo durato mesi. «C’è stata una discussione viva nel Paese. Il governo può rivendicare di aver completato nei tempi prefissati il lavoro sulla Buona scuola avviato due anni fa», ha spiegato poi il premier al termine del Cdm. «Ora siamo nelle condizioni di poter costruire un nuovo Testo unico che è altrettanto necessario per avere un unico riferimento», gli ha fatto eco la ministra Fedeli. 
Dai partiti pareri discordanti sulla riforma. L’esecutivo e la maggioranza la difendono a spada tratta: «Ci sono tante cose che si potevano far meglio ma ci sono cose come questa che cambieranno definitivamente il sistema scolastico», nota soddisfatto Matteo Renzi. «I punti più critici e nevralgici della Buona scuola non sono stati sciolti per cui da qui al prossimo futuro ce li ritroveremo puntualmente davanti», attacca M5S mentre FI è più cauta: «Il governo Gentiloni ci riprova con una riforma bis che sbugiarda la precedente. L’augurio di tutti, a partire dagli studenti e dagli insegnanti, è che questa nuova riforma dia dei risultati», è l’auspicio dell’azzurro Schifani.

LE SCHEDE (a cura di Lorena Loiacono)

Maturità, dal 2019 abolito il quizzone
l nuovo esame di terza media, dal 2018, prevede tre scritti, non più 5, e un colloquio. Dal 2019, per l’ammissione alla maturità resta necessario il 6 in tutte le materie e, su un’eventuale insufficienza, decide il consiglio di classe: l’esame avrà due scritti, non più 3 perché sarà esaminato il cosiddetto quizzone, e un orale. Il credito scolastico incide fino a 40 punti, le 2 prove scritte e il colloquio fino a 20 ciascuno.


Asili, pari opportunità e più posti
Non più welfare ma istruzione a tutti gli effetti. Gli asili nido e le scuole materne entrano nel Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anni per garantire a tutti pari opportunità. Nasceranno inoltre i Poli per l’infanzia, anche aggregati a scuole elementari e istituti comprensivi, per aumentare i posti disponibili e la continuità scolastica. 

Arte, spazio alla creatività
Saranno parte integrante del Piano dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado anche l’insegnamento della musica e della danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design. Il Piano viene finanziato con 2 milioni all’anno e per la prima volta il 5% dei posti di potenziamento dell’offerta formativa sarà destinato alla creatività.

Nuovi prof, dopo il concorso la formazione
I precari storici potranno partecipare a concorsi specifici mentre per i futuri docenti si cambia reclutamento: per l’accesso al concorso infatti, ogni due anni a partire dal 2018, sarà sufficiente la laurea con almeno 24 crediti di tipo psico-pedagogico o didattico. I vincitori entreranno nel triennio di formazione, inserimento e tirocinio per poi entrare in ruolo.

Diritti, oltre 60 milioni in borse di studio
​Per le borse di studio, per la mobilità e per i supporti alla didattica, come l’acquisto die libri e l’accesso ai beni culturali, sono stati stanziati 60milioni di euro. Dal 2018-2019 è previsto l’esonero totale dal pagamento delle tasse scolastiche, in base ai redditi verificati con il modello Isee, per gli studenti delle quarte e delle quinte classi delle scuole superiori.

Sostegno, aggiornamento per i docenti
I futuri docenti di sostegno avranno una maggiore preparazione universitaria e tutti i professori, di ogni disciplina, saranno formati anche sul sostegno per alunni disabili. Anche per l’assegnazione del personale Ata si terrà conto della presenza di studenti diversamente abili. Inoltre, e per la prima volta, i supplenti potranno avere contratti pluriennali.

Industria, Professionali più moderni
I percorsi dei nuovi indirizzi professionali durano 5 anni: prima un biennio e poi il triennio, superando così la struttura dei due bienni più uno. Gli indirizzi, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, passeranno da 6 a 11 e ogni scuola li organizzerà in base alle richieste e alle peculiarità del territorio. Sono stati stanziati oltre 48 milioni per incrementare il personale.

All'estero, insegnanti selezionati
Per le scuole italiane all’estero arrivano 50 nuovi insegnanti selezionati dal Miur e il periodo di permanenza dei docenti all’estero passa dai 9 anni attuali a due periodi da sei anni. Le scuole potranno aderire anche al Piano scuola digitale. 

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