Scuola, troppi 100 e lode al Sud: i dati Invalsi rilanciano i dubbi sulla maturità

Scuola, troppi 100 e lode al Sud: i dati Invalsi rilanciano i dubbi sulla maturità
di Lorena Loiacono
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Venerdì 4 Agosto 2017, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 5 Agosto, 17:12

Dall’Invalsi alla maturità cambia tutto. I più bravi diventano gli ultimi della classe. E gli ultimi si trasformano nelle eccellenze. Un’incognita ancora tutta da capire quella che, dati alla mano, riguarda la differenza di voti tra gli esiti dei test Invalsi svolti dai ragazzi del secondo anno delle superiori e i voti all’esame di Stato. Una differenza tutta geografica che ancora una volta spacca in due l’Italia: all’Invalsi, test nazionale e uguale per tutti con correzione a griglia, gli studenti del Nord primeggiano e di gran lunga. Ma alla maturità il massimo dei voti viene raggiunto dai ragazzi del Sud, che con le commissioni esaminatrici conquistano record di 100 e lode di anno in anno.

I COMMISSARI
Un fenomeno che si ripete e che, negli anni passati, ha sollevato non poche polemiche sollevando dubbi anche sul possibile eccesso di generosità dei commissari d’esame in servizio nel meridione. Quest’anno all’esame di Stato si sono diplomati con 100 e lode 5494 studenti e il maggior numero di lodi risiede al Sud: prime classificate per numero di lodi sono, infatti, le regioni Puglia dove se ne sono registrate 944, la Campania con 802 e la Sicilia con 516. Oltre il 40% del totale in tre sole regioni del Sud. Rispetto alla media nazionale dell’1,2% di 100 e lode sul totale dei neodiplomati, in Lombardia il rapporto scende allo 0,5%, resta sotto l’1% anche in Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il Lazio resta in media e poi si va ai picchi massimi, tutti al Sud anche in questo caso. In Puglia la percentuale schizza al 2,6% e in Calabria al 2,2%. Ed è un ottimo risultato anche perché con la lode lo studente neodiplomato riceve un bonus in soldi, una borsa di studio erogata dal ministero dell’istruzione (nel 2016 si trattò di 370 euro) per agevolarlo nel proseguimento degli studi e, fattore non da poco esteso anche ai 100 senza lode, entra senza versare tasse universitarie in molti atenei. Come ad esempio alla Sapienza. Il massimo dei voti, quindi conta. Eccome se conta. Ce ne sono però di meno nelle regioni del Nord che, invece, brillano nei test Invalsi che si svolgono durante gli anni intermedi, dimostrando quindi di avere costantemente buone competenze in italiano e in matematica.

IL PUNTEGGIO MEDIO
I dati del test di italiano del maggio scorso, infatti, vedono al primo posto, per punteggio medio ottenuto, gli studenti della provincia autonoma di Trento con un 215 contro una media nazionale di 200. Sopra la media anche i ragazzi del Veneto, della Lombardia e del Friuli Venezia Giulia. Le regioni del Sud? Ultime classificate: la Campania ha avuto un punteggio medio di 198, seguono Molise, Basilicata, Puglia, Sicilia, Calabria e Sardegna, a chiudere, con 177. I conti non tornano.

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