Scuola, servono 60 mila docenti e mancano i precari da assumere

Domenica 14 Luglio 2019 di Lorena Loiacono
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​Scuola, servono 60 mila docenti e mancano i precari da assumere

Un’estate rovente per la scuola, a caccia di maestre e professori da mettere in cattedra. Sembra impossibile, viste le decine di migliaia di precari che fanno lezione da supplenti nelle classi da anni, ma è proprio così: il ministero farà fatica ad assumere i quasi 60 mila docenti previsti per l’anno scolastico 2019-2020. Come è possibile? Le graduatorie ad esaurimento, da cui si attinge per metà delle immissioni in ruolo complessive, si stanno esaurendo ovunque mentre i precari restano fermi nelle graduatorie di istituto.

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Già un anno fa, infatti, la ricerca fu impossibile: restò scoperta circa una cattedra su due. La storia si ripete in peggio, visto che quest’anno ad aggravare la situazione ci saranno le richieste di pensionamento in più, dovute a Quota 100. E la scuola, quindi, potrebbe arrivare impreparata al primo giorno di lezione, a settembre, in attesa di concorsi ad hoc. Ma i bandi ancora non ci sono e intanto il ministero dell’istruzione ha annunciato l’assunzione di 58.627 docenti tra cui 14.552 sul sostegno. Sarà difficile trovarli. Basti pensare che lo scorso anno furono annunciate 57.322 assunzioni ma ne venne stabilizzato soltanto il 43% per assenza di aspiranti. Il picco peggiore si registrò per il sostegno con appena il 12% di assunzioni. All’inizio dell’anno scolastico 2018/2019, quindi, mancavano all’appello oltre 32 mila insegnanti in ruolo, le cui cattedre furono coperte con supplenze annuali. Ma le criticità, stando ai dati forniti dai sindacati che individuano un maggior numero di cattedre vacanti, ora potrebbero essere anche maggiori. «È la fotografia impietosa di un sistema di reclutamento incapace di programmare e valorizzare le risorse - denuncia la Flc Cgil - la richiesta del ministero quest’anno è comunque insufficiente viste le disponibilità di posti al termine della mobilità che, anche per effetto di Quota 100, sarà di circa 80.000 posti. A questi saranno poi da aggiungere gli adeguamenti in deroga, ovvero circa altri 56.000 posti». Il 1 settembre è vicino: il ministero dell’istruzione quest’anno ha scelto di anticipare i tempi per portare a termine i trasferimenti e arrivare in tempo al primo giorno di scuola. Ma la mancanza di docenti in graduatoria resta un problema da risolvere. Il Miur ha previsto una serie di concorsi ma, di certo, per il 1 settembre non verranno neanche banditi. Dovrebbero arrivare infatti entro la fine dell’anno, i concorsi per il personale docente pari a circa 70 mila nuove assunzioni: in autunno dovrebbe arrivare infatti il concorso straordinario e abilitante per oltre 24 mila posti, riservato ai supplenti con tre anni di insegnamento nella scuola statale, e altri 24 mila docenti verranno selezionati tra i laureati in possesso dei 24 crediti formativi per l’insegnamento. A questi seguirà un terzo concorso per 16.959 posti per infanzia e primaria.

I PRECEDENTI
Nel frattempo però il problema resta nonostante ci siano nelle scuole migliaia di supplenti che portano avanti le lezioni tutti i giorni. «Esistono liste di attesa assurde – denuncia Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – oltre 100mila persone abilitate nella scuola media e superiore e oltre 50 mila diplomati magistrali abilitati che non sono ancora riusciti a inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento. E i precedenti ci dicono che la soluzione non è di certo nei concorsi straordinari, che tra l’altro si realizzeranno anche con tempi lunghi. Chiediamo l’immissione in ruolo di tutti i docenti inseriti nelle graduatorie di merito e nelle graduatorie regionali di merito del concorso 2018, compresi gli idonei, e dei precari con 36 mesi inseriti nelle graduatorie d’istituto». Ma non è tutto, la scuola resta con il fiato sospeso sotto tutti i vari aspetti, compreso quello dei bidelli. Dal 1 gennaio 2020 infatti il Governo dovrà assumerne 12 mila, come previsto dalla Legge di Bilancio 2019, perché il personale scolastico dovrà necessariamente essere internalizzato. Quindi 12 mila addetti al controllo e alla pulizia delle scuole, oggi esternalizzati tramite cooperative, aspettano il contratto statale a tempo indeterminato ma per ora nulla è stato deciso: a settembre inizieranno l’anno da esterni.

Ultimo aggiornamento: 14:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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