Rughetti: «Marino deve cambiare passo. La vacanza? Poteva farla a Ostia»

Domenica 23 Agosto 2015 di Claudio Marincola
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Con il funerale al patriarca dei Casamonica, Roma ha toccato uno dei punti più bassi della sua storia repubblicana. Angelo Rughetti, sottosegretario al ministero della Semplicazione della Pubblica amministrazione non ha difficoltà ad ammetterlo. Nel suo partito, il Pd, è uno dei pochi a non aver chiesto ancora apertamente la testa del sindaco Marino. «Quello più mi ha colpito e che andrà analizzato con attenzione - esordisce - al di là dello sfregio subito dalla Capitale, è la grande partecipazione di folla. Ho il timore che la comunità riconosca quel clan come portatore di benessere, una scorciatoia per arrivare ad essere qualcuno. Dal punto di vista sociologico e politico è il dato che più mi preoccupa».

Roma come Palermo o Napoli, sta assumendo sempre più le caratteristiche di una città del Sud.

«Guardi, lavoro da 20 anni nel centro storico dove c’è un grande ricambio di negozi. L’accento del sud è cresciuto tantissimo. Non ho sentito un veneto, un toscano che abbia comprato un negozio. E questa non vuol essere sia chiaro, un’accusa discriminatoria. Però sappiamo come mafia, camorra e ’ndrangheta utilizzino le attività commerciali per il riciclaggio».





Che cosa risponde a chi dice che l’uno-due Alemanno/Marino ha messo ko la città?

«Il centrodestra ha certamente frantumato tutti gli anticorpi positivi che c’erano nella città».



E Marino?

«Marino non è riuscito ancora a cambiare passo. Nonostante abbia eretto anche simbolicamente con Sabella un fronte nuovo. Il governo e Renzi hanno scelto coraggiosamente e generosamente di sostenerlo. Adesso però è arrivato il momento in cui la giunta e il commissario del partito devono dimostrare che la fiducia è stata ben riposta».



Non crede che si sia arrivati ormai a un punto di non ritorno. Nel suo partito c’è chi ha chiesto alla giunta di fare un passo indietro.

«Ho letto anch’io la vostra intervista alla Bonaccorsi. È una valutazione che andava fatta qualche settimana fa. Il governo ha dato il suo sostegno. Siamo in una nuova fase».



La Bonaccorsi lo pensava anche prima.

«C’è stata una discussione interna. La domanda ce la siamo fatta in tanti e abbiamo deciso che la cosa più utile era metterci al lavoro per affiancare Marino».



Che nel frattempo segue la situazione attentamente. Dai Caraibi...

«Se le rispondo mi deve però far fare una premessa. E cioè che so quanto è importante dedicare qualche giorno alla famiglia. Sacrosanto dunque che il sindaco si sia trovato uno spazio. Trovo però una anomalia temporale: siamo in vista del Consiglio del ministri dedicato all’inchiesta su Mafia Capitale. Il sindaco avrebbe potuto dare un suo contributo.



Poi ci sarebbe la location: proprio ai Caraibi?

«Le giro l’osservazione del mio vicino di ombrellone: se andava a Ostia lo avrebbero apprezzato tutti».



Dica la verità: la scelta di indire ora un Giubileo straordinario non le sembra un azzardo?

«Un Papa non deve chiedere il permesso a nessuno, Nel momento in cui decide lo fa nella sua autonomia. Il Giubileo è il gradino che bisogna salire, nel quale tutte le istituzione coinvolte devono dar prova di saper governare Roma. Ecco. se dovessero verificarsi eventi negativi che ricadono sulla giunta allora credo si debba riaprire quell’interrogativo che abbiamo messo da parte, se andare avanti o fermarsi».



Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 00:06

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