ROMA

Degrado Capitale, Campidoglio assente. E la città rinasce grazie ai romani

Lunedì 7 Ottobre 2019 di Camilla Mozzetti
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Degrado Capitale e la città rinasce grazie ai romani

Solo lei riesce a mostrarsi meravigliosa e dannata. Alcuni angoli della Capitale, certe piazze sembra che ti guardino fisso negli occhi e dicano: «Un tempo eravamo anche noi belli da togliere il fiato». Scorci che colpiscono lo stomaco, si aggrappano a questo e feriscono. Pretendono di essere ascoltati. Perché in tanto splendore, a poco a poco nel corso degli anni, si è accumulato anche molto degrado: sporcizia, ambulanti e bancarelle solo per citare i fattori maggiormente impattanti. E i luoghi che hanno fatto grande Roma non sono più gli stessi. Monumenti, fontane, sculture, scorci, strade e piazze che trasudano malinconia e sfinimento con una forza quasi disperata. 

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LE CIFRE
Ogni anno, conti della Sovrintendenza alla mano, servirebbero all’incirca 30 milioni per garantire l’ordinaria manutenzione ma i fondi non ci sono o non bastano. Troppo gravose per l’amministrazione comunale le incombenze quotidiane che fagocitano ogni spicciolo perché anch’esse hanno bisogno di attenzione. E tra il recupero di una storica piazza e le corse del trasporto pubblico di superficie da garantire, vincono da tempo le seconde. Pazienza se una piazza nel centro di Roma si è trasformata in un parcheggio abusivo, pazienza se angoli della Città eterna, narrati da poeti e scrittori, sono diventati delle piccole discariche. A questo il Comune ci penserà poi. Ma per fortuna ad occuparsi di beni pubblici che appartengono alla collettività intera e non solo ai romani da diverso tempo ci sono i privati. 

L’IMPEGNO
Mecenati nel senso pieno del termine che compongono un nutrito esercito di imprenditori e grandi case di moda ma anche semplici commercianti e cittadini attenti al pubblico decoro, aiutati in questa “missione” dalle singole amministrazioni municipali che hanno redatto bandi e delibere per permettere ai privati di occuparsi del bene pubblico. È anche così che la Scalinata di Trinità dei Monti è tornata a splendere come la Fontana di Trevi e ancora i Mosaici di Caracalla, palazzo Merulana, l’Arco di Giano, il Fontanone del Gianicolo, largo del Tritone: grazie a ingenti investimenti privati. 

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Operazioni che sono arrivate laddove l’amministrazione di Virginia Raggi si è fermata. Il Bilancio di Roma Capitale è pieno zeppo di progetti di recupero che, però, per partire hanno bisogno di essere sostenuti da mutui per un importo che supera gli 80 milioni di euro. E nel frattempo? Qualcosa continua a muoversi, ma non per volere di Palazzo Senatorio. Entro ottobre partiranno ad esempio diversi progetti che puntano a migliorare le condizioni di piazze e strade del centro storico grazie al progetto “Roma sei mia” attivato dal I Municipio nel 2013 per la ricerca di soggetti pronti a investire per la progettazione e realizzazione di interventi di riqualificazione. 

LAVORI
Tra questi c’è il recupero di piazza Cardelli, una piccola piazza che affaccia su via della Scrofa nel rione Campo Marzio. Qui, la Gemma Srl, con un investimento di circa 45 mila euro, riqualificherà lo spazio pubblico che oggi versa in condizioni di degrado e si è trasformato in terra di conquista per gli scooteristi più indisciplinati. Il progetto – inizio lavori 30 ottobre – prevede il rifacimento della pavimentazione della piazza, l’istallazione di sedute e di colonnotti collegati tra loro da barre in acciaio per evitare che l’area sia invasa dai motorini. Ancora: sempre il 30 ottobre, per un investimento di 50 mila euro, partiranno i lavori per il recupero di piazza di Pasquino nel rione Parione promosso dall’associazione “Amor”. La finalità dell’intervento è quella di restituire alla collettività la statua del Pasquino (III secolo a.C.) che si trova tra via dell’Anima e via San Pantaleo, in uno slargo a pochi passi da via del Governo Vecchio dove oggi vengono parcheggiate macchine e motorini. Con il progetto si procederà a svuotare lo spazio centrale, ripavimentare la piazza al cui centro sarà creato un ovale protetto da un recinto di fioriere e panchine, mentre sembra che Bulgari abbia manifestato la volontà di recuperare piazza Nicosia. Ancora: anche piazza Sant’Eustachio sarà recuperata per mano dell’associazione “Rotonda” che raggruppa commercianti e residenti. Il progetto è stato approvato solo qualche settimana fa e prevede il riordino oltre che della piazza non distante da palazzo Madama e da palazzo Giustiniani, anche di via di Santa Chiara, via della Palombella, piazza dei Caprettari.

AGEVOLAZIONI
«Il bando “Roma sei mia” – spiega la presidente dem del I Municipio, Sabrina Alfonsi – ha avuto il pregio di anticipare una procedura di partecipazione dei privati alla cura del territorio oggi ammessa anche dal nuovo Codice degli appalti». Finora sono stati recuperati piazza San Giovanni della Malva e la salita del Bosco Parrasio a Trastevere e piazza Poli. Anche in II Municipio a breve i cittadini potranno riqualificare con un costo stimato intorno ai 45 mila euro l’area di via Ravenna, oggi occupata dalle bancarelle. Alla Garbatella, l’amministrazione municipale, poi è pronta a licenziare una delibera che prevedere l’affrancazione o la riduzione del canone “Cosap” quello relativo all’occupazione di suolo per imprenditori e commercianti pronti a investire sul recupero di parti del territorio e sulla loro miglioria dal punto di vista degli arredi e dei servizi.
 

Ultimo aggiornamento: 10:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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