Ragni, vespe e scorpioni: quando il pericolo è dentro casa

Venerdì 27 Aprile 2018 di Valeria Arnaldi
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Un piccolo ragno sulla mano, la sensazione di una puntura tanto lieve da poterla dimenticare, poi, dopo qualche giorno, il braccio che si gonfia, la febbre, la difficoltà di parlare, la corsa in ospedale e il rischio di perdere la vita. Ribadisce di essere «vivo per miracolo» l’ufficiale di polizia municipale cinquantanovenne, giunto all’ospedale di Terni in condizioni critiche a causa del morso di un ragno violino, uno dei più velenosi esistenti in Italia. Il contatto è avvenuto nel giardino di casa dell’uomo che, facendo dei lavori, ha messo le mani in un sacco di gesso dove si trovava l’aracnide. Il veleno, con il tempo, ha colpito il braccio e gli organi interni, a partire dai reni, arrivando quasi a intaccare fegato e cuore. Un caso raro quello di cui l’uomo è stato protagonista ma non eccezionale. I rischi aumentano con l’estate.

I CASI
Il ragno violino, infatti, è presente in tutta la Penisola, in ambienti poco frequentati, ma anche in abitazioni e fabbricati. La prima vittima europea si sarebbe registrata proprio in Italia, a novembre 2015, quando a perdere la vita è stata una donna di 65 anni a Catanzaro e, come causa, si ipotizzò un morso del ragno. Il morso del ragno avrebbe provocato pure la morte di un uomo, dopo tre mesi di agonia, lo scorso settembre nel cagliaritano. Il ragno violino non è l’unica presenza pericolosa che si può annidare nelle case.

«Gli aracnidi sono tutti velenosi, chi più, chi meno - dice Federico Coccìa, Presidente Fondazione Bioparco di Roma -. Sono predatori, di solito tendono a scappare quando l’uomo si avvicina, ma si rischia il contatto se si entra nelle loro aree. Mordono per difendersi. E in Italia, ci sono tanti piccoli animali che possono essere pericolosi, non solo ragni, ma anche scorpioni, che nel nostro Paese non hanno veleni letali ma possono intossicare. Poi, vespe, vipere. Se si è fortunati, questi animali iniettano un quantitativo minimo di veleno, altrimenti possono compromettere la salute, fino, in taluni casi, ad essere letali. Bisogna contattare subito il medico». Tra le presenze rischiose, vespe e api, pure “aliene”, come la velutina, proveniente dal sud-est asiatico. «I cambiamenti climatici - prosegue - possono favorire l’adattamento di animali di Paesi esotici che di solito sono più aggressivi». Stando agli esperti, sono oltre cinque milioni ogni anno gli italiani punti da api, vespe o calabroni. Tra questi, circa 400 mila i casi di reazione allergica o shock anafilattico. 

I DETTAGLI
«Oggi - spiega Roberto Pantaleoni, ricercatore ISE-CNR - assistiamo al rimescolamento degli organismi a livello mondiale, che non sono più identificati in aree geografiche, ma vengono portati involontariamente da una parte all’altra. Ciò può determinare la diffusione di nuovi insetti e a volte nuove malattie». «Le punture di insetto sono normali - dice il dottor Antonino Reale, responsabile di Pediatria dell’emergenza del Bambino Gesù - solo in alcuni casi c’è una sensibilizzazione particolare, specie agli imenotteri, come vespe, calabroni, api. Sono questi a dare le reazioni più serie. Ad oggi non c’è un aumento di casi di punture al nostro Pronto Soccorso, ma un aumento di bimbi portati da genitori preoccupati. Questo, però, riguarda tutti gli ambiti». Secondo Domenico Schiavino, direttore Unità Operativa Complessa di Allergologia Fondazione Agostino Gemelli: «Zanzare e pappataci sono responsabili di un numero sempre maggiore di disturbi. Attenti alle vespe, sono aggressive, possono pungere solo per un profumo o una camicia vistosa e possono farlo più volte».

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Ultimo aggiornamento: 13:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA