Cinema America, uno dei giovani picchiati: «Erano ragazzi di Roma Nord con capelli rasati e tatuaggi»

Lunedì 17 Giugno 2019 di Marco Pasqua
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Cinema America, uno dei giovani picchiati: «Erano ragazzi di Roma Nord con capelli rasati e tatuaggi»

David Habib è sdraiato in un letto del reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale Fatebenefratelli, a Roma e, oggi, dovrà essere operato. E’ stato ricoverato, dopo la brutale aggressione della scorsa notte, per le strade di Trastevere. Strade che conosce bene, visto che l’ex studente del liceo Virgilio qui ama trascorrere le serate, come tanti suoi coetanei. Ieri è stato sentito a lungo dalla polizia. «Eravamo a via di San Francesco a Ripa, all’inizio erano in due, hanno iniziato a insultarci - racconta - in pochi minuti da due sono diventati una decina. Non siamo riusciti né a scappare né a difenderci, non ci hanno lasciato liberi nemmeno di andare via. È stato un assalto pieno di violenza, che non riusciamo a comprendere, anche perché noi non abbiamo risposto alle provocazioni». 

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Chi erano queste 10 persone che vi hanno aggrediti?
«Mi ricordo che erano per lo più ragazzi vestiti da giovani di Roma Nord, con il doppio taglio e i tatuaggi. C’è una cosa, però, che ricordo bene: uno di loro, sul braccio, aveva un tatuaggio con un 4 in numeri romani. Un altro aveva i capelli rasati».

Cosa ti ha spaventato di più di questa aggressione?
«La violenza ingiustificata e il fatto che anche se volevo andare via e tentavo di evitare l’aggressione, loro hanno deciso di colpirci ugualmente. Non li abbiamo provocati e non abbiamo mai reagito. Credo che abbiano attaccato il Cinema America perché quella realtà parla trasversalmente a tutta la città, anche alla periferia».
 

Perché ti hanno dato quella testata?
«Mi hanno chiesto di togliere la maglietta ma io ho detto di “no”. Mi hanno detto che se non avessi assecondato la loro richiesta, non saremmo usciti da Trastevere».

Frequenti spesso Trastevere e l’America?
«Sì, molto spesso, dai primi giorni del liceo. Vado spesso a vedere i film in piazza, indossando la loro maglietta».

Come ti sei sentito di fronte a questa violenza?
«A Trastevere mi sono sempre sentito a casa, per me era come scendere al parco per giocare a pallone. Hanno violato la nostra libertà fisica e intellettuale. È stata una violenza ingiustificata».

Sei mai stato vittima di aggressioni di questo tipo?
«No, mai. E sinceramente non pensavo sarebbe mai successo, specialmente in un rione come quello di Trastevere, che continuerò a frequentare».

Continuerai ad indossare la t-shirt?
«Sì, non smetterò di portarla. E poi Valerio Carocci me ne ha già portata una nuova pulita e senza sangue. Non riusciranno a cambiare le mie abitudini e il mio amore per Trastevere e il cinema».

Ultimo aggiornamento: 02:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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