Omicidio Russo, Doina Matei in semilibertà replica alle polemiche: «Penso sempre a Vanessa, andrò da lei»

di Adelaide Pierucci
«Io in costume? Io a passeggio? Io su Facebook che rido? Non c'è momento nella mia vita in cui non penso a Vanessa». Non si sente un'assassina che offende la sua vittima Doina Matei, la romena che nell'aprile 2007 inforcò un ombrello e uccise Vanessa Russo, una ragazza di 23 anni, due più di lei. A nove anni dal fatto, a un anno dalla concessione della semilibertà si era ritagliata quegli sfoghi su Facebook, dove rideva alla vita, un profilo ora chiuso, sepolto in poche ore dalle polemiche e in risposta alle minacce ricevute: «Dovevi morire tu».

Hai avuto paura?
«Sono stata minacciata sì. Ma alle minacce non voglio rispondere», dice Doina, assistita dal difensore, l'avvocato Carlo Testa Piccolomini. «Non sono quelle a farmi paura, ma il mio fardello che affronto ogni giorno sto scontando la mia pena, lasciatemela scontare». 

>Qualcuno le impedisce di farlo?
«Le polemiche per le mie foto, messe là per una cerchia di amici, hanno dato un'immagine distorta di quello che sto vivendo. Io a Vanessa, a quello che è successo, a quello che ho fatto, penso tutti i giorni. Quel dolore fa parte della mia vita. Involontariamente ho procurato la morte a una ragazza, una ventenne come me allora. Non posso perdonarmelo. Ma non volevo farlo, non volevo farlo. Maledico quell'ombrello».

Allora...
«Allora vivo con un pensiero fisso. Quando sarò libera, il primo giorno che potrò spostarmi liberamente - ora il giorno lavoro e la notte rientro in carcere - io andrò da lei, andrò da Vanessa, sulla sua tomba. E saremo di nuovo io e lei. Lo farò di nascosto, non mi interessa la stampa, anzi vorrei il silenzio più assoluto su questa vicenda. Voglio parlare con lei, da vicino».

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Mercoled├Č 13 Aprile 2016 - Ultimo aggiornamento: 00:13

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