Strage nelle moschee, l’Australia: «Troppo aperti, la Nuova Zelanda sbaglia», ma Wellington scegli l'integrazione

Sabato 16 Marzo 2019 di Paolo Ricci Bitti
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L’Australia: troppo aperti, la Nuova Zelanda sbaglia
L’accusa più dura al Governo neozelandese arriva dall’alleata Australia. «Condannata ogni forma di violenza - scrive il senatore del Queensland, Fraser Anning, della destra nazionalista - si deve comunque rimarcare che la vera causa della carneficina a Christchurch è il programma di immigrazione che permette a musulmani fanatici di emigrare in Nuova Zelanda. E’ una religione equivalente al fascismo». 

Riecheggiano, in queste frasi, molti dei pensieri irreali e folli condivisi dal massacratore australiano Brenton Tarrant.
«Eppure i musulmani censiti in Nuova Zelanda sono solo 45mila, l’1% della popolazione di 4,5 milioni di abitanti (in Italia il 3,3%, ndr). E non sono mai stati segnalati atti di estremismo», dice la cronista Melita Martorana, romana, 44 anni, da 17 trasferita a Auckland.

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QUOTE MINIME
E poi è lo stesso “paese della lunga nuvola bianca”, agli antipodi dell’Italia e con la stessa superficie, che ha bisogno di lavoratori per edilizia, commercio, ristorazione, agricoltura: immigrati che arrivano in gran parte da paesi musulmani quali Pakistan, Afghanistan e Bangladesh. 

Veramente minimo, poi, l’afflusso previsto dall’Onu di rifugiati che hanno lasciato le zone di guerra del Medio Oriente: 750 l’anno fino al 2018, mille quest’anno e 1.500 dal 2020, per i quali il governo laburista di Jacinda Ardern, 38 anni e un marito in paternità per consentirle di guidare il paese, ha stanziato 13 milioni di dollari.
«E’ anche per questo - dice la Martorana - che siamo tutti sotto choc in questa giovane nazione che ha fatto dell’integrazione e della solidarietà le proprie cifre. Non solo non si erano mai registrati attentati terroristici, ma non se ne riesce a capire la motivazione: può essere solo il folle intento di un terrorista suprematista bianco di punire musulmani ritenuti terroristi esclusivamente in base al credo religioso».

Se la Ardern cadrà nel novembre del 2020 per mano del Partito Nazionale di Simon Bridges, questo programma di accoglienza per i rifugiati potrebbe tuttavia essere assai ridimensionato, mentre il governo laburista di recente ha stretto le maglie per gli immigrati lavoratori a favore di quelli per motivi umanitari. Del resto l’economia tira (forte lo scambio con Pechino, con conseguente arrivo di molti cinesi) e la disoccupazione non va oltre il 6%.

«Sì, Bridges è molto critico con queste politiche e ha un suo seguito soprattutto fra i giovani, ma intanto non cavalcherà mai l’immane tragedia. Ora la Nuova Zelanda gioca di squadra come gli All Blacks del rugby, tutti insieme - dice ancora la Martorana - E oltre alla rozza e aberrante equivalenza “musulmani uguale a terroristi”, evidentemente questo suprematista ha voluto colpire un paese proprio perché esso è tutto ciò che è avverso al terrorismo. Prendiamo anche la religione: bianchi, maori, isolani del Pacifico sono in gran parte cristiani, ma senza integralismi, il che aiuta l’accoglienza di chi professa altre religioni».

Da quel che si è appreso, Tarrant voleva inizialmente colpire in Australia, salvo poi spianare il mitra a Christchurch che dal 2011, per favorire la ricostruzione post terremoto, ha facilitato l’arrivo di migliaia di immigrati, molti dei quali musulmani. E poi l’Australia, in fatto di accoglienza, è molto intransigente rispetto ai vicini kiwi: i barconi salpati dal sudest asiatico vengono respinti dalla marina militare, pochi (per quanto assai ben inseriti) i rifugiati e immigrazione che punta a figure di alte competenze. Una differenza ben nota al suprematista Tarrant. 
 
Ultimo aggiornamento: 10:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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