Infarto, chi è sposato rischia meno del single

Mercoledì 11 Luglio 2018 di Antonio G. Rebuzzi *
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Essere sposati è meglio. Per la salute. Questo è quanto risulta dagli studi sull’argomento che interessano numerose patologie. In particolare quelle cardiovascolari. I risultati del Florida Cancer Data System sul tumore del polmone, ci dicono che la sopravvivenza a cinque anni di chi è coniugato è del 40% superiore a quella dei vedovi e pressoché doppia rispetto a separati o mai sposati. In pazienti sottoposti a dialisi la mortalità dei single è di circa il 50% superiore a quella degli sposati.

IL PERICOLO
Questo dato appare ricorrente in ogni fascia di età. Il British Regional Heart Study, 7.500 uomini tra 40 e 60 anni seguiti per oltre 11 anni, evidenzia una mortalità dei coniugati tra il 30% ed il 50% inferiore rispetto a quelli senza fede. In coloro che durante il periodo dello studio avevano divorziato, era salito in modo significativo il rischio di mortalità. Uno studio italiano, con oltre 250.000 pazienti anziani, ha registrato un risultato simile ma con percentuali di beneficio per gli sposati ovviamente minori (22%) a causa della tarda età dei pazienti. Numerosi studi hanno esaminato il beneficio dell’essere in coppia in numerose patologie: dall’infarto allo scompenso cardiaco, dalla sopravvivenza post angioplastica coronarica a quella post by pass aorto-coronarico. In un’analisi di 34 studi che ha coinvolto oltre due milioni di soggetti, Wong e collaboratori hanno evidenziato che non essere coniugati era associato ad un maggior rischio del 43% di morte cardiovascolare e del 55% di ictus.

LA FAMIGLIA
Percentuali simili (mortalità cardiaca superiore del 45% nei non sposati) si sono registrate negli oltre 6.000 pazienti coronaropatici arruolati nello studio della Emory University e pubblicati sul Journal of American Heart Association. Anche qui, i divorziati o separati si comportano come gli scapoli, a meno che non si siano fatti una nuova famiglia. Anche in chi sopravvive all’infarto (almeno per gli uomini) essere sposati è meglio. I dati del registro svedese Swedeheart infatti dimostrano che negli scapoli c’è una percentuale maggiore di recidiva dell’infarto (20% contro 17%). Curiosamente nelle donne è meglio essere nubile (recidiva nel 14% contro il 19% nelle sposate). Quasi che le donne sposate ritornino al lavoro ed agli stress prima del dovuto, mentre gli uomini sposati si riposano di più.

LE ABITUDINI Quali le cause di questi dati uniformemente peggiori nei single? Probabilmente varie. Non può escludersi che le persone con cattivo stato di salute tendano a sposarsi di meno. Gli sposati in genere hanno comunque abitudini di vita più salutari, più supporto sociale e spesso un migliore livello economico (almeno rispetto ai divorziati). Inoltre i single possono più facilmente andare incontro a depressione, patologia associata ad aumento del rischio di malattia ed a riduzione di aderenza alla terapia.

*Direttore Cardiologia intensiva Policlinico A.Gemelli-Università Cattolica
Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 15:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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