Roma, si salva dall’infarto grazie al suo smartwatch

Giovedì 24 Gennaio 2019 di Emiliano Bernardini e Valerio Cassetta
L’orologio può salvarti da un infarto. In un mondo sempre più hi-tech succede anche questo. Merito dell’Apple Watch, oggetto del desiderio dei giovanissimi ma non solo. Basti pensare che nel secondo trimestre del 2018 comanda la top five con un market share del 17% e 4,7 milioni di unità vendute (+38,4% sul 2017). Leggere l’ora sull’orologio prodotto dall’azienda di Cupertino è forse l’ultima delle cose per cui viene utilizzato. App, messaggini, Siri, musica, immagini e soprattutto salva vita. Vincenzo Bottiglieri, ex maestro di sci, ora pensionato di 65 anni, ha anticipato le conseguenze di un infarto proprio grazie al suo smart watch.

L’AVVERTIMENTO
Tutto è iniziato domenica scorsa: il suo orologio ha cominciato a vibrare mentre stava potando gli alberi in giardino. Una notifica per informarlo sulle variazioni del suo battito cardiaco. Vincenzo, che conduce una vita sportiva tra tennis e altri hobby, sa bene quanto sia importante la gestione delle energie fisiche e ha interrotto il giardinaggio immediatamente. Dopo un po’ di riposo, sono iniziati i dolori alle braccia. «Mi sono detto: le avrò sforzate troppo per tagliare i rami. E ho deciso di prendere un antinfiammatorio» racconta. Una diagnosi affrettata, ma comprensibile da parte di Vincenzo, che inconsciamente era alle prese con i primi sintomi di un infarto. Nella notte una nuova vibrazione, più forte di quella precedente. Un altro messaggio da parte del suo orologio hi-tech in grado di monitorare la frequenza cardiaca anche nel sonno, grazie al suo nuovo sistema di rilevamento dei battiti elevati introdotto con watchOS 4. Il secondo campanello d’allarme non è passato inosservato e lunedì mattina Vincenzo si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo, dove gli è stato diagnosticato un infarto in atto e l’ostruzione di una arteria al 98%. «Un orologio mi ha salvato prendendomi per i capelli. Non avrei mai pensato che la tecnologia potesse fare certe cose», commenta incredulo. Adesso è fuori pericolo, continua le cure del caso e benedice quell’orologio ricevuto in regalo dal figlio Edoardo appena un anno fa. «Da quel giorno ho smesso di indossare gli altri tradizionali che ho» dice ridendo Vincenzo.

LA TECNOLOGIA
Rispetto agli orologi tradizionali, alcuni smartwatch sono dotati di un sensore ottico per il battito cardiaco che utilizza la fotopletismografia. Una tecnologia che permette, attraverso l’abbinamento di led verdi e fotodiodi sensibili alla luce, di rilevare la quantità di sangue che scorre nel polso in un determinato momento. A ogni battito del cuore, il flusso sanguigno nei vasi del polso aumenta e, di conseguenza, viene assorbita più luce verde. Questo il principio che si è rivelato utile in più di un’occasione.

I PRECEDENTI
Casi del genere sono in aumento. Negli Stati Uniti se ne contano a decine. Già nel 2017 un avvocato americano di 50 anni, reduce da una serie di test fisici che esclusero ogni tipo di problema, venne svegliato nella notte dalle vibrazioni e avvisato della frequenza cardiaca a riposo troppo elevata. Anche Bob Metcalfe, inventore dell’Ethernet e fondatore di 3Com, lo scorso novembre ha raccontato come il nuovo smartwatch abbia fatto la differenza. Non solo moda ma vero e proprio salva vita. Emiliano Bernardini Valerio Cassetta
Ultimo aggiornamento: 19:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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