Il Papa da Padre Pio nel santuario che sta cercando di uscire dalla crisi

Domenica 18 Marzo 2018 di Franca Giansoldati
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dal nostro inviato

SAN GIOVANNI ROTONDO (FG) Alle ultime votazioni, il 4 marzo, a fare il pieno di voti nel paese di Padre Pio, sono stati i Cinquestelle. Un voto sull’onda dello scontento o della paura, chissà. Di fatto in questa cittadina cresciuta rapidamente sotto una fortissima spinta legata al turismo religioso, il trend sta cambiando, il calo appare costante, ed è evidente. Non c’è più il boom degli anni immediatamente successivi al Grande Giubileo del Duemila. E’ per questo che la visita fatta ieri mattina da Papa Bergoglio, in occasione del 50 esimo anniversario della morte dell’umile cappuccino pugliese, è ritenuta assai importante. Tutti, credenti e non credenti, aspettano il miracolo nella speranza che il 2018 segni davvero un rilancio, con un annata migliore rispetto al 2017. La crisi nazionale, fanno notare i frati, si è fatta sentire persino nelle offerte. «Un trenta per cento in meno» ammettono nel quartier generale dove si gestisce il prezioso brand Padre Pio, la sua memoria, i luoghi in cui visse il santo delle stimmate. Di cifre però i frati non ne vogliono dare anche se davanti all’evidenza alzano le braccia. «E’ vero sono diminuiti pure i pellegrini oltre che le offerte». Di quanto? «La flessione potrebbe essere dal 3 al 6 per cento» calcola, invece, Stefano Campanella, direttore di Tele-radio Padre Pio, un potentissimo network che trasmette rosari e cerimonie religiose, seguite in streaming anche in Australia e negli Stati Uniti. L’entità precisa dei flussi è praticamente un rebus perché sono differenti i criteri utilizzati per conteggiare le persone.

Tra il convento dei cappuccini e la Regione è nata una specie di disputa. Per Comune e Regione le presenze dell’anno scorso si sono attestate attorno alle 500 mila. Per i religiosi, invece, circa 3 milioni. Qualcosa non quadra. Campanella spiega che il calcolo fatto dall’Ufficio dei Pellegrini, si basa sul numero delle ostie consacrate e distribuite durante l’anno alle messe. «Se poi teniamo conto anche dei fedeli che vanno e vengono in giornata, i numeri sono quelli». Pellegrini mordi e fuggi: il tempo di una messa, l’acquisto di un ricordino prima di risalire in autobus e ritornare a casa. Gente semplice che arriva dall’Italia più profonda e che, nella sua composizione sociale, non si discosta poi di molto dalle folle che arrivavano a San Giovanni Rotondo quando era in vita Padre Pio. «Fino al 2013 il calcolo dei pellegrini era più facile perché lo facevamo in base ai rifiuti prodotti. Poi è stata introdotta la differenziata e questo sistema non ha più funzionato, ma secondo le nostre stime l’anno scorso le persone sono state 3 milioni». A sentire però l’associazione degli albergatori i numeri sono di almeno dieci volte meno. Su una cosa però sembrano tutti d’accordo, nell’attendere effetti positivi dall’effetto Papa Francesco. La speranza è di ripetere la performance turistica del 2002, l’anno magico per l’economia locale, praticamente 700 mila persone negli alberghi e 8 milioni di persone secondo la formula mordi e fuggi. 

LE EVIDENZE
«Il calo esiste ma è fisiologico. Non dobbiamo dimenticare che qui attorno, negli anni Cinquanta, non c’era nulla. Era tutto brullo. Solo grazie a Padre Pio si è creato a quello che vediamo, un centro sviluppato, con tanti alberghi, un grande ospedale che il mondo ci invidia, la Casa Sollievo della Sofferenza» sintetizza padre Marciano Morra. Dall’alto dei suoi 80 anni ricorda benissimo sia il frate delle stimmate, sia l’inizio dello sviluppo di questo centro. Oggi conta 29 mila abitanti e tutto è segnato Padre Pio, nei ristoranti, negli alberghi, persino nella stazione di benzina. Stazione Padre Pio, c’è scritto. Il brand è prezioso per tutta la regione. Il vescovo, monsignor Castoro rammenta al Papa l’alto tasso di giovani che ormai sono costretti ad andarsene a cercare lavoro, con il conseguente abbassamento della natalità, lasciando solo la popolazione più anziana. Papa Francesco ai presenti ha consegnato una ricetta che può essere sviluppata benissimo su scala nazionale. «Un paese che litiga tutti i giorni non cresce, non può andare avanti, né costruire. E’ un paese malato e triste. Serve concordia». 
 

Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 08:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA