Ermal Meta: «Farò altri due dischi, ma ora canto da solo»

Martedì 1 Maggio 2018 di Marco Molendini
1
La meta di Ermal è ancora lontana, nel senso che l’albanese di Puglia, diventato star nelle ultime due edizioni di Sanremo, non avverte affatto il sapore dolce dell’appagamento. «Ho già pronti due dischi» confessa alla vigilia di un altro ritorno, quello sul palco del Concertone dei sindacati. L’anno scorso planava sulla folla spinto dall’onda di una canzone forte come Vietato morire, stavolta è spinto dal successo di un altro pezzo ad alto contenuto drammatico, Non mi avete fatto niente, che con Fabrizio Moro l’ha portato sul podio del Festivalone.
Ermal, non è un po’ esagerato pensare già a due nuovi dischi, mentre c’è ancora da consumare il successo sanremese?

«La vita e l’esperienza mi hanno insegnato che, se hai tempo, è meglio sfruttarlo per scrivere, anche due dischi alla volta».

Ma con tutto quello che è successo, il tempo dove l’ha trovato?
«La notte, invece di dormire».

Il suo nome ha cominciato a circolare negli ambienti alti della pop music come autore per molti colleghi famosi, da Mengoni a Emma, a Patty Pravo, a Fiorella Mannoia. Ora sembra che scrivere per gli altri la interessi molto meno.
«Si è vero, scrivo solo per me, la voglia di sentirmi solista è diventata prevalente».

Stasera sul palco avrà spazio per un set, una sorta di mini concerto di Ermal Meta. Nel menù è prevista la canzone vincitrice del Festival anche se non c’è Moro?
«Si certo, la canto da solo, come del resto fa Fabrizio nei suoi spettacoli. Canterò anche l’altro singolo, Non abbiamo armi ».

Un test convincente lo ha avuto due sere fa al Forum di Assago.
«Una figata, c’erano diecimila persone. Mai avuta una platea così grande. A parte naturalmente il Concertone, dove però l’anno scorso la gente non era certo venuta solo per me».
Fra dieci giorni c’è l’Eurovision Song Contest a Lisbona.
«Con Fabrizio vogliamo fare una bella figura: per noi e per l’Italia, stiamo preparando al meglio la nostra performance per la finale del 12 maggio. In tv è fondamentale presentarsi bene ma anche cantare al massimo».
A fare il tifo per lei ci sarà in collegamento anche il pubblico del suo Paese, l’Albania.
«Non c’è dubbio. Ma l’importante è fare una bella impressione. Non abbiamo aspettative, vogliamo solo che chi crede in noi sia orgoglioso di quello che faremo».

Sono passati quasi 25 anni da quando con sua madre attraversò l’Adriatico sbarcando in Puglia: la sua è una storia forte, difficile.
«Ma non siamo arrivati da emigranti, ci siamo semplicemente trasferiti, anche se è stata una scelta difficile. Mio padre non viveva più con noi. Mia madre partì in avanscoperta da sola, io rimasi a casa a occuparmi del resto della famiglia».
Ha pensato mai di raccontare la sua storia in un libro?
«Non scriverei mai un romanzo su me stesso, anche se quello che ho vissuto mi ha dato molta ispirazione. Però la mia vita la racconto solo nelle canzoni. Una mezza idea di scrivere un libro, comunque, ce l’ho. Devo trovare un po’ di tempo».
La notte non basta?
«Non penso. Ma nel 2019 ho voglia di fermarmi un po’, proprio per scrivere».
Niente tris a Sanremo, allora? «Io sono tardo a capire le cose: le faccio due volte, ma poi basta».
A fare il giudice in tv ci ha preso gusto?
«Ad Amici mi trovo bene. Mi diverto, cerco di essere utile con i miei consigli».
La rabbia per le polemiche sanremesi, che accompagnarono “Non mi avete fatto niente”, è passata?
«Si parlò di plagio, parola altamente scorretta visto che non puoi rubare quello che è già tuo. Passato il Festival le polemiche si sono sgonfiate, perché la verità può più della menzogna».
Dopo l’anteprima di Assago il suo tour partirà a fine giugno. «Non vedo l’ora di cantare il 5 luglio al Centrale del tennis. Ma il 16 giugno sarò anche all’Olimpico ospite del concerto del mio amico Fabrizio». 
 
Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 16:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA