Crescita, decreto al palo nonostante il secondo ok. C’è il nodo risparmiatori

Crescita, decreto al palo nonostante il secondo ok. C è il nodo risparmiatori
di Luca Cifoni
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Martedì 30 Aprile 2019, 01:03 - Ultimo aggiornamento: 12:08

Il decreto crescita è stato approvato da Consiglio dei ministri la sera di sette giorni fa, ma il testo non è ancora arrivato in Gazzetta ufficiale. Un ritardo che in circostanze normali potrebbe anche essere considerato fisiologico (vista anche la concomitanza dei ponti festivi) lo è decisamente meno per un testo che formalmente era già stato approvato «salvo intese» lo scorso 4 aprile, per poi restare di fatto clandestino in attesa della nuova deliberazione del governo sollecitata dal presidente della Repubblica. La nuova versione è il risultato dell’aggiunta di ulteriori capitoli ma anche di significative correzioni alle norme già approvate; si attende quindi l’ufficialità della Gazzetta ufficiale, che a sua volta dovrebbe essere la base di partenza per altri ritocchi già annunciati o da discutere. Nella serata di ieri il decreto - al cui centro ci sono le misure di sostegno alle imprese - non era ancora arrivato agli uffici del Quirinale. I tecnici del ministero dell’Economia hanno lavorato per mettere insieme i pezzi messi a punto dagli uffici legislativi dei vari dicasteri e poter poi procedere alla “bollinatura” da parte della Ragioneria generale dello Stato. Se la trasmissione al Colle avverrà nella giornata di oggi, allora l’inserimento in Gazzetta potrebbe avvenire anche in serata; altrimenti bisognerà attendere ancora, con l’ulteriore pausa forzata del primo maggio.

I CAPITOLI
I capitoli su cui è in corso una messa a punto sono quelli relativi al salva-Roma, all’Alitalia e al fondo per il rimborso dei risparmiatori. Nel primo caso si tratta solo di delimitare un testo comunque decurtato rispetto all’impostazione iniziale (per la contrarietà della Lega); eventuali ripensamenti potranno avvenire solo in Parlamento, durante l’iter di conversione. Quanto ad Alitalia la norma che cancella la scadenza del prestito ponte si inserirà di fatto nel contesto di una probabile nuova proroga del termine per le offerte. Infine sui risarcimenti ai clienti delle banche fallite c’è da sciogliere il nodo della riserva europea: L’accordo concluso con Bruxelles prevedeva un tetto di 100 mila euro per il patrimonio degli interessati. L’esecutivo vuole portarlo a 200 mila, ma solo se questo correttivo avrà il via libera della Commissione, che ieri ha fatto sapere di avere bisogno di tempo per valutare la questione. Il tutto dovrebbe essere formalizzato con un rinvio ad un successivo provvedimento amministrativo (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) che farebbe scattare il raddoppio quando il sì della Ue arriverà.

Una volta sbarcato in Parlamento, il decreto crescita potrebbe diventare il treno a cui agganciare altri interventi. Oltre alla revisione sostanziale del salva-Roma, si parla delle misure di tutela per i fattorini (i riders di cui si occupa DiMaio). Ieri poi il vicepremier Salvini ha annunciato l’intenzione di concordare con il Movimento Cinque stelle una proroga della rottamazione e della sanatoria “saldo e stralcio”, in scadenza oggi. Proroga che al momento viene esclusa da fonti del ministero dell’Economia. La contraddizione (evidenziata dall’opposizione con il senatore Astorre del Pd) prelude probabilmente ad una successiva riapertura dei termini, visto che l’eventuale emendamento interverrebbe in ogni caso dopo la data di oggi e diventerebbe legge solo al termine dell’iter di conversione, con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunque vincolata a chiudere le procedure.

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