Dalle botticelle ai pomodori, i “legislatori” già scatenati

Dalle botticelle ai pomodori, i “legislatori” già scatenati
di Antonio Calitri
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Martedì 3 Aprile 2018, 00:52 - Ultimo aggiornamento: 4 Aprile, 01:09

Dai pomodori San Marzano alle botticelle romane, dal caso Facebook ai fumetti, c’è di tutto nelle prime proposte di legge depositate dai nuovi parlamentari. 
A dieci giorni dall’inizio della legislatura e con un Parlamento dove al momento non esiste una maggioranza per approvare alcunché, i nuovi deputati e senatori hanno già presentato quasi il 10% del totale delle proposte di legge del quinquennio 2013-2018, chiuso a quota 7.434. Ben 436 proposte di legge sono state già depositate agli uffici di Montecitorio e 209 a quelli di Palazzo Madama in appena sei giorni di lavoro.

Con la prevalenza del centrodestra dovuta anche al maggior numero di esponenti presenti, seguito a sorpresa dal Pd che si piazza al secondo posto, anche per le molte proposte fotocopia di quelle già presentate dai suoi esponenti nella scorsa legislatura. Scarso invece il numero delle le proposte presentate dal Movimento 5Stelle nonostante la numerosissima compagine di parlamentari di cui dispone. Molto attivi infine i parlamentari di Leu con Pietro Grasso che ha battuto tutti sul tempo in quel Senato che fino a pochi mesi fa guidava, depositando la proposta di “routine” per l’istituzione della commissione parlamentare Antimafia. 

PRIMO GIORNO
Ma il numero delle proposte cresce di giorno in giorno, con testi spesso molto curiosi. Basti pensare che solo il primo giorno erano state presentate 540 proposte di legge, 377 alla Camera dei deputati e 163 al Senato. Di queste, il centrodestra è già arrivato a toccare quota trecento proposte ma la Lega resta molto abbottonata tra gli alleati della compagine, con sessanta proposte di cui solo una al Senato. I dem, tra Palazzo Madama e Montecitorio si avvicinano alle cento proposte mentre i pentastellati si fermano a sessanta, anche qui, quasi tutte presentate alla Camera e appena tre al Senato. Molto attivi i rappresentati delle minoranze linguistiche che hanno già presentato 62 proposte (26 tra i deputati e 36 tra i senatori).

Si sono formate anche le due classifiche dei campioni della presentazione, dove al Senato vince Antonio De Poli, eletto con Noi con l’Italia e riconfermato questore di Palazzo Madama, che ha firmato 68 proposte, quasi un terzo del totale. Alla Camera invece la leadership dei presentatori è molto combattuta tra Paolo Russo (FI), primo con 38 proposte, seguito da Michela Vittoria Brambilla (FI) con 36, Edmondo Cirielli e Giorgia Meloni, entrambi di Fratelli d’Italia con 26 proposte a testa. Al di là dei numeri però, le proposte sono le più varie e toccano l’alto della vita istituzionale come il basso del quotidiano. A partire da quelle di bandiera di Leu con Laura Boldrini alla Camera in parallelo con Grasso e gli altri leader del partito al Senato, che tornano a puntare sullo Ius soli, insieme al ripristino l’articolo 18 contro i licenziamenti illegittimi.

ANIMALI E CIRCHI
Tra le prime proposte di legge alla Camera, la Brambilla ha bruciato tutti con il suo cavallo di battaglia in difesa degli animali a partire dal «divieto dell’utilizzazione di animali in spettacoli e manifestazioni popolari», dall’abolizione del servizio di piazza a trazione animale come quello delle botticelle romane e dalle regole per l’affidamento degli animali nelle separazioni.

Nel Pd Walter Verini continua la battaglia di Ermete Realacci, escluso all’ultimo momento dalle liste, e propone una legge per la valorizzazione dei cortei in costume, delle rievocazioni e dei giochi storici. Sempre Verini con un’altra pdl strizza l’occhio ai fumettisti chiedendo il riconoscimento del diritto d’autore sulle loro opere. Da FdI puntano a modificare l’assetto istituzionale con la Meloni che vorrebbe riformare gli articoli 56, 58 e 84 della Costituzione puntando ad ampliare lo spazio per i giovani alla vita politica e per l’elezione del presidente della Repubblica. Il suo collega Cirielli invece, punta a cancellare le attuali regioni e province e al loro posto istituire 36 nuove Regioni. Il forzista campano Paolo Russo invece vuole la Dop sul pomodoro San Marzano. 

Tra le proposte più legate all’attualità, spicca quella di Deborah Bergamini (FI) che dopo il caso della privacy Facebook/Cambridge Analytica, chiede l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sui big data. 

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