Dl Clima, diminuisce il bonus per la rottamazione auto: i fondi ancora non bastano

Sabato 28 Settembre 2019 di Michele Di Branco
Dl Clima, diminuisce il bonus per la rottamazione auto: i fondi ancora non bastano

Un Fondo mobilità da circa 200 milioni di euro spalmato su tre anni per spingere gli italiani a rottamare le autovetture inquinanti. Governo a caccia di risorse, al momento non ancora disponibili, per chiudere il cerchio del Dl Clima, il provvedimento, strutturato in 14 articoli, che punta a costruire una piattaforma per il contrasto ai cambiamenti climatici e per migliorare la qualità dell’aria nel Paese.

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che sta lavorando in sinergia con i dicasteri dell’Economia e delle Infrastrutture, punta a portare il testo in Cdm entro la fine della prossima settimana. Ma, come detto, l’incertezza sulle risorse rende il percorso accidentato. Tanto che ieri proprio il Ministero dell’Ambiente, di fronte alle ultime indiscrezioni sul contenuto del decreto, ha fatto sapere che «la situazione e i contenuti normativi sono in costante evoluzione». Una formula che serve a tenersi le mani libere, in attesa di capire quanti soldi potranno essere messi sul piatto per dare sostanza alle misure allo studio. Anche perché - come ha confermato ieri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro - l’Italia «proporrà all’Ue di scomputare dal calcolo del deficit la spesa per investimenti a favore dell’ambiente: è necessario introdurre una “Green rule” ragionando su una soglia di scomputo pari al 2,5% del Pil per ogni Stato membro».
LE MISURE

Di certo c’è che il governo progetta una maxi-rottamazione,da realizzare da subito ed entro il 31 dicembre 2021, per le autovetture omologate fino alla classe Euro 4. Previsto uno stanziamento di 5 milioni per il 2019 e di 100 milioni per ciascuna delle annualità 2020-2021. Ciascun proprietario residente in un comune italiano finito sotto procedura d’infrazione europea potrà godere di un bonus da 1.500 euro (contro i 2 mila inizialmente previsti) per rottamare le vecchie auto. Il beneficio potrà essere utilizzato, entro tre anni, «per l’acquisto, anche a favore di un convivente, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e di altri servizi nonché per l’abbonamento a sharing mobility con veicoli elettrici o a emissioni ridotte». Il buono mobilità non costituirà reddito imponibile del beneficiario e non avrà alcun impatto ai fini dell’Isee.

Quanto al trasporto pubblico locale, la maggioranza giallo-rossa si pone un obiettivo piuttosto ambizioso. Vale a dire, si legge sul Piano strategico, «il rinnovo integrale, entro cinque anni, dei mezzi di trasporto con mezzi a basso o nullo impatto ambientale». Tra le norme in gestazione, disposizioni per la promozione del trasporto scolastico sostenibile, con uno stanziamento di 20 milioni; azioni per il rimboschimento (15 milioni); l’istituzione del titolo di “Città verde d’Italia”, da conferire a tre diversi centri italiani (9 milioni in tre anni) per progetti cantierabili; il potenziamento della Via e l’introduzione dell’Impatto ambientale della regolamentazione e la velocizzazione della pianificazione di emergenza per gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti e i commissari unici. All’interno del provvedimento troverà posto una norma sulla ricerca e i cambiamenti climatici ma, secondo quanto filtra, è destinato a scomparire il taglio graduale ai sussidi “ambientalmente dannosi” (del peso totale di circa 17 miliardi) come, ad esempio, l’incentivo per i prodotti sfusi venduti “alla spina”. Resta invece in bilico la definizione dell’end of waste, per l’economia circolare.

A SCUOLA
Il governo progetta anche di lanciare una campagna di informazione e formazione ambientale nelle scuole che si chiamerà “L’ambiente siamo noi”. L’istituzione della campagna partirà dall’anno scolastico in corso e l’obiettivo è informare e sensibilizzare gli studenti di tutte le scuole italiane sui temi dell’ambiente e degli effetti climatici. Le risorse messe a disposizione dal ministero dell’Ambiente, per questa iniziativa, sono 500 mila euro dal 2019. Intanto Confindustria consiglia al governo prudenza prima di dare l’ok al decreto, invitando Palazzo Chigi al dialogo. «Noi pensiamo che se questo esecutivo vuole confrontarsi con i corpi intermedi per arrivare a delle soluzioni - ha avvertito il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, - sarebbe più opportuno confrontarsi prima di emanare dei provvedimenti e non emanare dei provvedimenti prima e poi confrontarsi».

Ultimo aggiornamento: 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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