L’anima nazista di Wallis Simpson, una nuova biografia fa luce sui trascorsi dell'americana per cui Edoardo VIII abdicò

Martedì 21 Luglio 2015 di Roberto Bertinetti
L’anima nazista di Wallis Simpson, una nuova biografia fa luce sui trascorsi dell'americana per cui Edoardo VIII abdicò

Era «l’orribile divorziata americana» per molti commentatori inglesi. «Una bella brutta» la definì Cecil Beaton che la frequentò a lungo. Senza dubbio Wallis Simpson è stata una delle donne più celebri del secolo scorso, che Edoardo VIII - la cui immagine mentre la piccola nipote Elisabetta si esibisce in un saluto nazista è stata svelata dal Sun - avrebbe voluto far sedere al suo fianco sul trono britannico e che abdicò per poterla sposare.

L'occasione per rivisitarne la complessa esistenza è offerta dall'uscita per Codice Edizioni di La duchessa (297 pagine, 16,90 euro), biografia dedicatale da Caroline Blackwood, giornalista di origine irlandese nata Guinness, erede di una immensa fortuna e in seguito prima moglie del pittore Lucien Freud. Il racconto di Blackwood parte dagli ultimi anni di vita di Simpson, trascorsi in solitudine dopo la morte del marito in una villa parigina sotto la occhiuta tutela dell'avvocato Suzanne "Maître" Blum, propone i giudizi sempre benevoli delle amiche e offre spazio alla verità storica, spesso assai diversa.

ORIGINI MODESTE

Era di origini modeste Bessie Wallis Warfield, venuta al mondo negli Usa il 19 giugno 1896, presto orfana di padre e con la madre costretta a crescere la figlia contando sugli introiti che le venivano da umili impieghi e dall'elemosina dei parenti. Tuttavia scelse di far studiare la ragazza nelle migliori scuole, certa che così potesse incontrare coetanei ricchi pronti a sposarla. Bessie invece si innamorò del pilota Winfield Spencer, convolò a nozze con lui e durante la luna di miele scoprì che il marito era violento, sadico e alcolizzato. Il divorzio fu una scelta obbligata e pochi mesi più tardi fece amicizia a New York con Ernest Simpson, il futuro secondo coniuge, un agente di assicurazione. Il matrimonio fu celebrato a Chelsea e in seguito andarono a vivere a Londra dove a una festa viene presentata al futuro sovrano che non tarda a corteggiarla.

Durante i primi mesi della loro relazione la stampa mantiene il silenzio sul legame: nessuna immagine esce delle numerose crociere a bordo dello yacht in navigazione nel Mediterraneo, nessuna notizia viene data sulle udienze in corso sul secondo divorzio di Wallis. Giorgio V, padre del principe di Galles, muore il 20 gennaio 1936, Edoardo gli succede e pochi mesi dopo è il vescovo di Bradford ad abbattere il muro del silenzio, dichiarando ai giornali che il re ha un assoluto bisogno della grazia divina per poter ricoprire con questa donna al fianco l'alto e gravoso compito al quale è stato chiamato.

L' intervento scatena una vera e propria valanga quando si apprende che Edoardo, a colloquio con il primo ministro, ha detto di voler sposare ad ogni costo Wallis Simpson. Si tratta di un comportamento poco consono alla dignità di un Windsor, iniziano a titolare i tabloid popolari e gran parte dell'opinione pubblica è dello stesso avviso. Nonostante a fianco di Edoardo si schierino politici dipeso, a partire da Churchill, con l’imbarazzante aggiunta di Edward Mosley, capo dell’ultradestra filonazista inglese.

Quando il premier Baldwin afferma che il paese «non è pronto per una regina Wallis» non nutre preoccupazioni di ordine morale. I motivi sono politici, legati al passato della signora e ai rapporti con la destra europea. I servizi segreti avevano fornito a Downing Street nei mesi precedenti all'abdicazione del 1936 rapporti nei quali si sostiene che Wallis a Londra manteneva «una affettuosa amicizia» con l'ambasciatore nazista e risultava coinvolta in un vasto traffico internazionale di armi. Troppo, in effetti, per una possibile regina. C'era poi anche altro: grazie a Wallis il sovrano nel 1936 stava maturando l'idea di schierare il paese al fianco di Hitler e del Terzo Reich. Edoardo aveva in animo un vertice ufficiale a Berlino per spartirsi con il Fuhrer le zone di influenza ed era pronto a offrire ai nazisti mano libera in Europa in cambio della salvezza dell'Impero.

L’ABDICAZIONE

Secondo gli storici, dunque, Edoardo e Wallis - che si sposarono in esilio nel 1937 - furono due personaggi assai equivoci e dall'abdicazione vennero vantaggi per l'Inghilterra. Nella biografia le amiche al contrario la definiscono «una creatura deliziosa, sincera democratica, infaticabile nell'aiutare i poveri» e aggiungono che fu la protagonista «della storia romantica più struggente del Novecento». Nonostante Blackwood fornisca innumerevoli prove del suo amore per la vita mondana e per l'alcool, Suzanne 'Maître' Blum nega con forza sia stata altro che «una donna perfetta», ancora bellissima nonostante l'età avanzata.

Blackwood non ebbe mai la possibilità di incontrare Wallis, negatale dall'avvocato, ma nel libro ribadisce più volte che la ritiene una persona frivola e persino cinica. Ammette, tuttavia, che nell'immaginazione popolare i giudizi negativi sono ora svaniti e che viene ritenuta «la ragazza ambiziosa ma semplice, capace di far innamorare un principe».

Ultimo aggiornamento: 01:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA