Sciopero Ryanair, 400 voli cancellati

Sabato 11 Agosto 2018
IL CASO
ROMA Il venerdì nero di Ryanair ha lasciato a terra 55 mila passeggeri. Si è chiuso con un bilancio da brividi lo sciopero dei piloti della low cost irlandese che hanno incrociato le braccia in 5 Paesi europei (Belgio, Svezia, Irlanda, Germania e Olanda) costringendo la compagnia ad annullare 400 voli, circa un sesto dei 2.400 previsti. I più colpiti sono stati i passeggeri in Germania, circa 42 mila, a causa di 250 voli cancellati, mentre Dublino ha assicurato che l'85% dei voli programmati sono andati regolarmente a buon fine trasportando circa 400 mila passeggeri.
LA CRISI
In Olanda, la low cost è riuscita a sostituire tutti i piloti in sciopero con colleghi di altre nazionalità, e quindi i voli sono stati tutti confermati. In Belgio, 104 i voli cancellati e 14 mila i passeggeri coinvolti: a Bruxelles, nello scalo di Charleroi, una trentina di piloti ha organizzato anche un sit in, esponendo cartelli con su scritto «Ryanair in sciopero, Ryanair deve cambiare». In Italia, il conto delle cancellazioni è stato piuttosto pesante soprattutto a Orio al Serio (14 partenze e arrivi annullati verso Bruxelles, Dusseldorf e Berlino) mentre a Ciampino il bilancio è stato di 5 cancellazioni su 44 voli programmati. «Nonostante il deplorevole e ingiustificato sciopero in 5 dei nostri 37 mercati ha informato Rynair in una nota tutti i 370 aerei della prima fascia previsti sono partiti trasportando famiglie che vanno in vacanza, grazie allo sforzo della maggioranza dei piloti che hanno lavorato normalmente». Ai clienti, la compagnia ha offerto la scelta di riprogrammare i loro voli o di chiedere i rimborsi. «Ci vogliamo ancora scusare con i clienti coinvolti da questa interruzione di voli non necessaria e chiediamo ai sindacati di continuare i negoziati anziché indire scioperi ingiustificati» ha spiegato la compagnia. La quale è sotto pressione da diverse settimane a causa delle rivendicazioni del proprio personale navigante che chiede nuovi contratti con aumenti salariali e migliori condizioni d'impiego. Per lo sciopero di ieri, in particolare, le due sigle sindacali belghe BeCA e CNE chiedono a Ryanair di cambiare il proprio modello di relazioni con i dipendenti e parlano di una «campagna di intimidazione» nei confronti della protesta. Occorre ricordare che solo otto mesi fa la compagnia, dopo trent'anni di richieste cadute nel vuoto, ha riconosciuto le organizzazioni dei piloti. Il mese scorso hanno scioperato gli assistenti di volo in Italia, Portogallo, Spagna e Belgio per due giorni causando la cancellazione di 600 voli. E in quella circostanza, dopo le resistenze iniziali, Ryanair ha provveduto all'integrale rimborso del costo dei biglietti acquistati per i voli cancellati nelle giornate del 25 e 26 luglio al 60% dei passeggeri prenotati. Nel 30% dei casi i passeggeri hanno invece chiesto ed ottenuto la gratuita riprotezione su voli alternativi. Per quanto riguarda il restante 10% dei casi, i passeggeri non hanno richiesto né il rimborso né la riprotezione. «Per lo sciopero di ieri ha ricordato il Codacons - i passeggeri hanno diritto per legge non solo al rimborso del biglietto, ma anche alla compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato o di ritardo nell'arrivo a destinazione, fino ad un massimo di 600 euro a utente». A tal proposito, una recente sentenza del giudice di Pace del Lussemburgo ha ribadito che uno sciopero annunciato non può essere considerato una circostanza eccezionale tale da cancellare l'obbligo dei rimborsi da parte delle compagnie.
Michele Di Branco
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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