Inchiesta sugli atti del Campidoglio Marino: «Pulizia»

Mercoledì 10 Dicembre 2014
L'INCONTRO
Tre funzionari delegati dal prefetto, tra cui probabilmente un rappresentante del ministero dell'Economia, coadiuvati da un nucleo di esperti appartenenti alle forze dell'ordine. Prefetto e sindaco seppelliscono l'ascia di guerra, dopo le ultime polemiche, e stringono un patto antimafia, con la benedizione del Viminale, per riportare legalità e trasparenza negli uffici dell'amministrazione capitolina. Entrambi evitano ogni possibile spunto di polemica: «La mia scorta? Non ne abbiamo parlato», dice Ignazio Marino. «Avevamo argomenti più importanti di cui parlare», si accoda Giuseppe Pecoraro. Gli ispettori a breve faranno visita a Palazzo Senatorio - probabilmente già dall'inizio della prossima settimana - per verificare la sussistenza di condizionamenti criminali sul Comune. E ci vorranno mesi per il verdetto finale.
LE VERIFICHE

La strada delle ispezioni prefettizie sarà percorsa anche nell'hinterland, nei Comuni dove la presunta cupola aveva legami più stretti: Sant'Oreste, Morlupo, Sacrofano e Castelnuovo di Porto.
3
I mesi previsti
per le ispezioni
in Campidoglio, rinnovabili per altri tre
«Auspico fortemente che l'azione del prefetto sia la più incisiva possibile, in modo che se ci sono altre persone che devono andare in prigione ci vengano portate al più presto - sottolinea l'inquilino del Campidoglio - In questi ultimi giorni ci sono state diverse conversazioni telefoniche tra me e i ministro Alfano e tra quest'ultimo e il prefetto. Abbiamo pensato che a garanzia della città serva un'azione simile, ma più approfondita, a quella che io chiesi al ministero dell'Economia appena mi ero insediato, chiedendo che i suoi ispettori venissero in Campidoglio a controllare tutti gli aspetti contabili dei cinque anni precedenti». La task-force di commissari potrebbe essere quindi formata da un prefetto e un vice prefetto, esperti in appalti, e un funzionario del Mef.
I TEMPI

L'iter degli accertamenti potrebbe proseguire per alcuni mesi, secondo i tempi previsti dall'articolo 143 del testo unico sugli Enti locali. È infatti previsto che il prefetto nomini ora una commissione d'indagine, composta da tre funzionari della pubblica amministrazione, attraverso la quale eserciterà i poteri di accesso e di accertamento di cui è titolare per delega del ministro dell'Interno. Entro tre mesi dalla data di accesso, rinnovabili una volta per un ulteriore periodo massimo di tre mesi, la commissione terminerà gli accertamenti e consegnerà al prefetto le proprie conclusioni. Nel giro di 45 giorni dal deposito delle osservazioni della commissione d'indagine, il prefetto invierà al ministro una relazione nella quale si dà conto dell'eventuale sussistenza dei condizionamenti mafiosi sull'ente. Nella relazione verranno indicati gli appalti, i contratti e i servizi interessati dai fenomeni di compromissione o interferenza con la criminalità organizzata o comunque connotati da condizionamenti o da una condotta antigiuridica.
LE CONCLUSIONI

L'eventuale scioglimento del Comune è quindi disposto con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell'interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri entro tre mesi dalla trasmissione della relazione. Nel caso in cui non sussistano i presupposti per lo scioglimento o l'adozione di altri provvedimenti, il ministro, entro tre mesi dalla trasmissione della relazione, emana comunque un decreto di conclusione del procedimento in cui dà conto degli esiti dell'attività di accertamento.
Fabio Rossi
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